VOI PARLATE, IO DECIDO

Qualche giorno fa un’imbarazzante “uscita” di sindaco e assessore di fronte al Comitato di Quartiere di Verbania Nord, che chiedeva le ragioni dell’annunciato parcheggio da realizzare nel parco-giochi davanti alla scuola.

L’incomprensibile scelta della Giunta PdL/Lega Nord di amputare un pezzo del parco pubblico antistante le scuole elementari di Trobaso per creare una trentina di posti-auto è già stata oggetto di puntuali rilievi su queste pagine virtuali. Qualche giorno la la questione è stata trattata nel corso di una riunione del Comitato di Quartiere di Verbania Nord, durante la quale sindaco e assessore al Lavori Pubblici sono stati subissati da un coro di legittime e motivate proteste.

In apertura di riunione è persino andato in scena un imbarazzante siparietto che ha visto Zacchera prendersela con gruppo molto mortificato di bambini e con le insegnanti della scuola, “colpevoli” di avere criticato la scelta di realizzare parcheggi in un’area verde pubblica destinata anche a parco-giochi.

Sul disdicevole episodio vi proponiamo Ascolto, questo sconosciuto, una bella riflessione della consigliere comunale Marcella Zorzit, presente alla riunione del Quartiere.

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DALLA CITTA’-CANTIERE ALLE “LACRIME E SANGUE”

I tre errori del Bilancio: aliquota Imu prima casa, raddoppio dell’addizionale Irpef, idrovora “centro-eventi”. Potevamo avere una città-cantiere con opere pubbliche condivise tra Maggioranza e Minoranza e invece abbiamo un inutile Bilancio “lacrime e sangue”.

Si va a grandi passi verso la discussione in Consiglio Comunale del Bilancio di Previsione 2012. E si sa nel modo peggiore: nonostante la richiesta ufficiale formulata da tutti i Gruppi di Minoranza di una convocazione tempestiva della Commissione Consiliare competente per poter esaminare in particolare le aliquote Imu e Irpef, la Giunta PdL/Lega Nord si è chiusa a qualunque confronto preventivo e ha confezionato in perfetta solitudine il documento di Bilancio. Documento che la Giunta s’è ben guardata dal rendere accessibile alla popolazione e che ancora oggi i Verbanesi possono leggere Piano Investimenti, Entrate e Spese solo grazie a questo foglio elettronico.

Le macroscopiche debolezze di questo Bilancio sono tre. La prima è l’aliquota Imu sulla prima casa, fissata allo 0,55%. Ciò significa che un pensionato con una casa a 600 € di rendita catastale pagherà quest’anno 328 € di Imu, contro i 206 pagati fino al 2007 come Ici. Lo 0,55% è una soglia altissima, di un niente sotto il limite massimo di legge (0,6%); abbassata di uno 0,1%, lo stesso pensionato si sarebbe trovato a pagare una più accettabile Imu di € 232.

La seconda debolezza risiede invece nel raddoppio dell’addizionale Irpef, dallo 0,3% allo 0,6%. Il nostro pensionato, con un reddito annuo lordo di 16.000 € (lo stesso di un parlamentare: mensile, però!), nel 2012 pagherà all’incirca 100 €, contro i 50 € dell’anno scorso. Conclusione: il pensionato dovrà pagare 378 € in più dello scorso anno e 170 € in più del 2007.

Terza debolezza: l’idrovora centro-eventi. Dopo avere sperperato nel biennio trascorso 760.000 € di progettazione e indagini e 400.000 € per acquistare dal Demanio l’area dell’arena, prenderanno il volo quest’anno almeno altri 500.000 € (risarcimento gestore e bonifica terreni contaminati), che molto probabilmente non basteranno.  Siamo così arrivati a quasi 1,7 milioni di euro di denari buttati, mentre ancora si naviga in mezzo alle carte.

Ma l’idrovora cementizia del centro eventi produce anche danni indiretti alla città. Nel Bilancio è evidente l’affanno della Giunta di mettere qualche soldo ricavato dalle concessioni edilizie, dall’imposta di soggiorno e dal ristorno frontalieri per finanziare un po’ di manutenzione straordinaria in previsione delle prossime elezioni. Tutti soldi che, invece, avrebbero potuto essere utilizzati per i servizi comunali, annullando o limitando la stangata fiscale di Imu e Addizionale Irpef.

Se la Maggioranza avesse avuto invece la lungimiranza di confrontarsi con la Minoranza sul Pisu, concordando una serie di importanti opere pubbliche necessarie e condivise, noi avremmo oggi davvero una città-cantiere impegnata a costruire il teatro in piazza F.lli Bandiera con i nuovi posti-auto interrati, a risanare l’ex Camera del Lavoro, a recuperare integralmente Casa Ceretti, a coprire l’Arena e a congiungerne l’area con Intra con un ponte pedonale, a realizzare il percorso ciclopedonale tra l’arena e il  Circolo Velico, a consolidare LiberoBus, a cablare in fibra ottica tutta la città. Senza bisogno di toccare l’addizionale Irpef e lasciando l’Imu all’aliquota-base dello 0,4%.

E invece no.

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ADESSO VA COSI’

Fatti epocali avvengono a Verbania: vengono aperti e puliti i bagni pubblici! Intanto bande di delinquentelli distruggono il patrimonio pubblico diffuso in città e qualcuno se la prende con la Minoranza.

Notizia da prima pagina, quella che una manciata di giorni fa Palazzo di Città ha affidato al consueto comunicato-stampa: il Comune apre e pulisce i bagni pubblici! Quello che da sempre costituisce un fatto di ordinaria gestione di manufatti e servizi pubblici, con questa Amministrazione diventa notizia meritevole di apposito comunicato. Anche l’apertura e la gestione dei bagni pubblici, spacciate come una novità (?!) da offrire immediatamente a un’ansiosa platea di cittadini che spasmodicamente attendevano lumi su dove….farla. Manco fossero stati riaperti i bagni pubblici presso l’imbarco dei traghetti, oggetto di altisonanti dichiarazioni durante la campagna elettorale di tre anni fa e ancora malinconicamente chiusi. E poi, in cosa mai consisterà ‘sta nuova “gestione”? Letto il trionfalistico comunicato, tutto sembra esattamente come prima. L’unica novità? E’ di Bilancio: nel 2011 il capitolo di spesa per la pulizia dei bagni pubblici assommava a 32.400 €, nel 2012 è scesa a 12.500 €. Detto tutto.

Straordinario anche l’ultimo, ennesimo comunicato sindacale sui vandalismi in città. Invece di fare una cosa – una qualunque – per contenere il fenomeno, Zacchera se la piglia con la Minoranza, che – a suo dire – non condanna a sufficienza. Pazzesco: una banda di idioti distrugge i beni pubblici e il sindaco individua una delle cause nell’insufficiente condanna da parte dei consiglieri di Minoranza! Andasse Zacchera a rileggersi le cose che abbiamo detto quiqui e qui: scoprirebbe facilmente chi in passato ha fatto facile demagogia su questi temi e, soprattutto, imparerebbe dalle azioni amministrative realizzate negli anni scorsi dal Centrosinistra come si fa ad affrontare con successo il vandalismo urbano.

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PARCHEGGIO A TROBASO? E LA GIUNTA LO FA NEL PARCO-GIOCHI! di Angelo ROLLA

Il Comune vuole costruire un parcheggio nel grande parco pubblico di fronte alle scuole “Bachelet”. Eppure a 50 metri esiste un’area che appena sette mesi fa il Consiglio Comunale con una Variante urbanistica ha reso utilizzabile proprio per costruire un parcheggio. Ennesima dimostrazione di Giunta allo sbando.

Le idee dell’Amministrazione non finiscono di stupire. Per rispondere all’esigenza legittima espressa dalla popolazione di Trobaso di un nuovo parcheggio a ridosso del centro storico, la Giunta Zacchera risponde con una soluzione a dir poco miope e, sempre per rimanere nell’oculistica, anche strabica, come vedremo.

All’angolo di via Cuboni con via Scivini esiste un parco, ben attrezzato dalle precedenti Amministrazioni, a servizio dei bambini, degli anziani  e della scuola elementare. Il parco ha goduto di un finanziamento della COOP nel 1997 e, con il contributo dell’Amministrazione Reschigna, è stato migliorato e dotato di un buon numero di giochi e strutture, a cui negli anni seguenti sono seguiti altri importanti miglioramenti. Ultimamente il parco è altresì  interessato da un progetto di integrazione redatto dagli alunni della prospiciente scuola elementare, nell’ambito del Consiglio Comunale Ragazzi, progetto che dovrebbe essere a breve realizzato.

Ma tutto questo all’attuale Amministrazione non interessa e la geniale trovata per realizzare un parcheggio è quella di tagliare un pezzo di questo parco, ignorando oltretutto una lettera comparsa in Commissione Consiliare Lavori Pubblici, scritta dai bambini di una quinta elementare della “Bachelet”, con la quale si chiede all’amministrazione di non procedere in questo senso! Ora, noi sappiamo bene che la politica della Giunta Zacchera in fatto di mobilità e di sostenibilità ambientale non brilla di perspicacia, ma rubare metri quadri a un parco-giochi per soddisfare l’esigenza di posti auto ha superato ogni limite. Meno parchi giochi e più parcheggi e così sia!

Ma c’è di più e veniamo allo strabismo! L’Amministrazione Comunale entra in contraddizione con se stessa perché – sette mesi fa, nell’ottobre del 2011 – ha proposto e approvato in Consiglio Comunale una Variante urbanistica (la n. 20) con la quale a un terreno in via Nicola, a poche decine di metri di distanza dal parco-giochi che si vorrebbe snaturare con cemento e asfalto, è stata assegnata una destinazione proprio a parcheggio pubblico, esplicitando così una ben precisa intenzione di realizzare solo in quel luogo un’area di sosta. Siamo cioè di fronte allo sbandamento totale di Giunta e Assessorati: da una parte l’Urbanistica, che individua un terreno per realizzare un parcheggio accanto alle scuole; dall’altra i Lavori Pubblici che, infischiandosene allegramente di questa previsione, decidono di costruire il parcheggio distruggendo un parco pubblico!

Coerenza vorrebbe che si desse attuazione alla previsione della Variante 20 e dunque realizzare il parcheggio in aree limitrofe all’uopo previste nel Piano Regolatore, ma tutto ciò non avverrà, a meno che si facciano sentire il Consiglio di Quartiere di Verbania Nord, i cittadini di Trobaso e bambini, genitori e insegnanti delle vicine scuole elementare e materna.

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FINE DELLA STORIA

A vent’anni dalla sua creazione, la nostra provincia è arrivata al capolinea. Colpa della crisi generale del Paese e dell’inadeguatezza di PdL e Lega Nord, che da due/tre anni governano tutte le istituzioni locali. Il destino di Verbania: investire ancora tutto sul Vco o guardare al lago e alle sponde verbanesi, varesine, novaresi e ticinesi?

A vent’anni esatti dalla sua istituzione, la favola bella della provincia del VCO s’è esaurita. Questo epilogo, avvertito a pelle da tutti, s’è consumato in maniera rapida e irreversibile nell’ultimo biennio per ragioni generali e locali. Lo Stato non ha più soldi e a farne le spese saranno, tra gli altri, proprio le province. Cancellate dalle schede elettorali già da questa tornata amministrativa (Nuove province: la grande mistificazione), la loro soppressione/accorpamento è solo questione di tempo; e quella del Vco sarà una delle prime a sparire, riassorbita nella provincia “madre” di Novara o nell’area vasta del Piemonte orientale (Biella, Verbania, Novara, Vercelli). Ciò significherà azzeramento della rappresentanza politica e massiccio ridimensionamento degli uffici statali sul territorio.

Se è vero che questo disegno generale è ormai in corso, bisogna riconoscere che il Vco si è portato avanti con il lavoro di autodissoluzione. Il punto di partenza sta nel risultato delle tornate elettorali del 2009/2010, con il passaggio di tutte le istituzioni territoriali (Regione, Provincia, Comune capoluogo, Comunità Montane, maggioranza dei Comuni) alla coalizione PdL/Lega Nord. In due/tre anni le grandi scelte di coesione territoriale costruite nel quinquennio precedente dal Centrosinistra sono state sistematicamente picconate: azzerato il Programma Territoriale Integrato del Vco fondato su tre assi strategici (logistica, turismo, energie rinnovabili); demolito dalla Giunta Cota il progetto di ospedale unico plurisede; abbandonato il disegno di integrazione dell’Ossola e del Verbano-Cusio attraverso la pianificazione strategica a ” T ” (area dei laghi e conurbazione ossolana); frantumata l’unitarietà gestionale del ciclo idrico in capo a una grande società pubblica; congelato il sistema integrato del ciclo dei rifiuti; polverizzato il sistema delle società pubbliche dei servizi locali; cancellato, nell’autoreferenzialità suicida del Pisu/centro-eventi, il ruolo di aggregazione e di sintesi del Comune capoluogo, ormai incapace di “parlare” persino con le comunità locali limitrofe.

Nello spappolamento di ogni ambizione di coesione territoriale e di ogni residua consapevolezza di un destino comune, ognuno va per la sua strada. E così nasce Superossola spa, una società “ossolana” per lo sfruttamento dell’energie idroelettrica; il sindaco di Domo lancia sui giornali la crociata “sanitaria” contro Verbania, che vuole l’ospedale per compensare “la perdita di Prefetto e Questore” (?); sul destino dei Consorzi dei Servizi Sociali ogni sub-area s’inventa una soluzione diversa, esattamente come accade per le società di gestione del ciclo idrico integrato.

E’ ormai evidente che la classe politica del Vco – e segnatamente (ma non solo, purtroppo) quella pdiellina e leghista – ha irrimediabilmente smarrito la sua vocazione fondamentale, che non  quella di occupare posti di potere e di insopportabile privilegio, ma di individuare le ragioni e i contenuti di un destino comune per un determinato territorio. E così siamo arrivati al malinconico e mortificante capolinea di una lunga, difficile, impegnativa e feconda stagione politica che, iniziata negli anni ’70 (il Comprensorio, il Consorzio Basso Toce, la Saia, il Cisp…) e proseguita nel decennio successivo (superstrada, autostrada, Tecnoparco…), è sfociata nella primavera del 1992 nell’istituzione della Provincia.

Oggi la scena è ingombra di macerie: l’istituzione provinciale in via di rottamazione, il sistema produttivo piegato da una crisi più grave qui che altrove, le opportunità di lavoro per giovani e meno giovani azzerate, i soggetti politici dimentichi della loro storia e della loro vocazione. Una sorta di tana libera tutti all’interno della quale anche (e soprattutto) la città di Verbania ha il dovere di ripensare radicalmente il suo futuro in previsione – tra un paio d’anni – del rinnovo dell’Amministrazione. Dove indirizzare il nostro sguardo? Ancora, in via esclusiva, all’entroterra montano e alpino del Vco, come è stato fatto per quarant’anni (Giunta Zacchera esclusa) con una generosità oggi mortificata? Oppure è tempo di guardare al potenziale straordinario rappresentato dal lago e dalle sue sponde verbanesi, novaresi, varesine e ticinesi?

Si sta chiudendo un’epoca e la politica non limitarsi a contemplarne il disfacimento.

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CENTRO EVENTI. UN POZZO SENZA FONDO

La Giunta “adegua” ancora il progetto, perchè la Regione dice che nel quadro economico mancano centinaia di migliaia di euro. Un’opera tutta sbagliata che ingoia incessantemente denari prima ancora che si sia aperto il cantiere!

Uno dopo l’altro, i nodi del teatro/centro eventi dell’arena vengono al pettine. Ultimo in ordine di tempo, l’ennesimo adeguamento del progetto del mastodonte cementizio, la cui ultima approvazione risale al novembre 2011, contestualmente all’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Piano di Gestione della struttura. Ora invece, con Delibera di Giunta n. 82 del 30 aprile, l’Amministrazione riapprova – modificandolo – il progetto licenziato sei mesi fa.

Ma perchè lo riapprova? Perchè evidentemente non andava bene. La Regione Piemonte, infatti, il 13 aprile ha subordinato il proprio parere favorevole al progetto a tre adempimenti: l’aggiornamento dei prezzi dell’opera (fermo al 2010) al prezziario 2012; il piano di scavo e bonifica dei terreni contaminati; l’inserimento nel quadro economico di spesa della quota prevista dalla legge 717/1949, che obbliga a destinare l’1% del valore dell’opera all’acquisizione di opere artistiche. Ora, la storia di questo progetto sta ormai sprofondando nel ridicolo. Nel gennaio 2010 la Giunta solennemente annunciava che il progetto di teatro di piazza F.lli Bandiera sarebbe stato “traslato” in zona arena, mantenendo inalterate costo e caratteristiche; a maggio di quell’anno colpo di scena: si presenta pomposamente a Villa Giulia un progetto per un’opera più grande a un costo inferiore, cioè 12 milioni invece dei 13,6 del progetto originario; un paio di mesi dopo, contr’ordine compagni: si approva ufficialmente il progetto preliminare a 16,350.000 €; passano sei mesi e a gennaio 2011 il prezzo lievita a 16.950.000. Da gennaio in avanti capita di tutto, perché la spesa – sulla carta -rimane invariato, ma il Comune comincia a pagare con fondi ordinari di Bilancio un’iradiddio di altri costi: l’acquisto dell’area dal Demanio, i danni al gestore per la rescissione anticipata della gestione dell’arena, il piano di caratterizzazione geologica dell’area, i sovraccosti progettuali dell’”Arroyo 2″ (siamo arrivati a 730.000 €!!), la bonifica dei terreni contaminati.

Adesso la nuova mazzata: bisogna aggiungere l’aggiornamento prezzi, i costi di movimentazione delle terre e quello dell’opera d’arte. Nei prossimi giorni vi diremo  quanto assomma questa nuova sberla, ma siamo nell’0rdine delle svariate centinaia di migliaia di euro. E cosa fanno quei (supposti) furbacchioni in Comune? Non aumentano il valore finale dell’opera, che resta sempre fermo a 16.950.000 €, ma…udite, udite…. vengono “stralciate alcune forniture..che non pregiudicano né l’appaltabilità dei lavori né il collaudo dell’opera“. Quali siano queste “forniture stralciate”, la delibera di Giunta pudicamente non dice. Ma non si preoccupino i nostri lettori: andremo a rovistare nei cassetti e tra qualche giorno ve lo diremo.

Di sicuro fin da ora c’è che il progetto adeguato il 30 aprile non è più quello sul quale è stato costruito il Piano di Realizzazione e di Gestione sciaguratamente approvato dal Consiglio Comunale lo scorso novembre. Infatti mancheranno delle attrezzature prima previste e che dovranno essere successivamente fornite. Da chi? Dal Comune sganciando altri soldi? Da un ipotetico soggetto privato, che troverà dunque ancora più incerta e pesante la gestione della struttura?

Una sola cosa è certa: di questa tragicomica vicenda di un’opera che, prima ancora di veder partire il cantiere, si rivela un pozzo senza fondo di risorse pubbliche, il Consiglio Comunale dovrà tornare a occuparsi.

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