25 APRILE. DOVE VIVE L’ITALIA

Nel pianto di Giuseppe Giudici, patriota fucilato dai nazifasciti il 28 dicembre del ’43 a Novara, vive l’Italia. Era di Villadossola e aveva 19 anni.

“Come già negli scorsi anni, termino questa breve orazione lasciando che risuonino per noi le voci dei giovani patrioti che hanno dato la vita per la nostra libertà. Il 28 dicembre del ’43, nelle prime ore della giornata, a Novara vengono fucilati otto giovani ossolani catturati un mese e mezzo prima durante l’insurrezione di Villadossola. Sette di loro poco prima di morire scrivono poche righe di commiato. Sono ragazzi di vent’anni. Nelle ultime ore della loro brevissima esistenza scrivono alla mamma: perché sì, sono partigiani, sono patrioti e combattenti; ma sono prima di tutto ragazzi. E alla mamma chiedono perdono per le cattive azioni che hanno compiuto e per i dispiaceri arrecati dall’esuberanza giovanile. Sono lettere semplici, commoventi, struggenti. Sono eroi della libertà e sono ragazzi su cui incombe un destino misterioso, oscuro, inspiegabile.

Giuseppe Giudici ha 19 anni. Su una facciata a quadretti scrive: “Con grande dolore vi annuncio che è giunta l’ultima mia ora. Vi chiedo perdono di tutte le offese da me ricevute. Cari familiari, vi domando per piacere di tenere per mio ricordo quanto scritto in carcere a Novara. Lascerò una dottrina e tre magliette. Tenetele per mio ricordo………”

E poche righe più sotto: “Nel tempo che ho scritto questa lettera è stato un pianto solo”

Resti scolpito nella nostra memoria il pianto di questo ragazzo. Perché anche nel pianto tenerissimo, sommesso e disperato di Giuseppe Giudici vive l’Italia”.

Claudio Zanotti, sindaco di Verbania

Verbania-Intra, 25 aprile 2007

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