CHE COS’E’ UNA “SMART CITY”? di Stefano RONDO (*)

Le Smart Cities sono aree urbane che mirano ad aiutare gli esseri umani a superare i loro problemi usando le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (ICT) per migliorarne la qualità della vita nei suoi diversi aspetti. La creazione della “smart city verbania” dipende strettamente dai benefici che questa può portare in termini di miglioramento della qualità della vita, creazione di occupazione, e urbanizzazione sostenibile, intesa come somma della sostenibilità ambientale e sociale, sviluppo e risparmio economico. La “vision smart” a Verbania è una soluzione che potrebbe permettere di creare lavoro e rendere la nostra città più dinamica e aperta alla richiesta di occupazione del nostro tessuto sociale

Nel corso degli ultimi anni, il concetto di Smart city è stato al centro di una crescente attenzione da parte della pianificazione urbana e delle attività governative. Si tratta di una risposta alle recenti sfide come: la rapida espansione della popolazione urbana, la sempre più crescente quota (ora al 70%) del consumo globale di energia ed emissioni di gas a effetto serra concentrata nelle città, la maggior competitività economica tra città (sfida ormai globale) e le aspettative dei cittadini in aumento.

Ma.. qualcuno di voi saprebbe dire con esattezza cos’è una Smart City? Per poter fare una riflessione, vi propongo in questo documento le principali definizioni che sono state date in letteratura nel corso degli anni.

 È del tutto evidente quindi che il significato di Smart City non è ancora ben definito, tanto che da una brevissima e semplice analisi della letteratura accademica si evince una pluralità di parole usate per la definizione del concetto. Esiste tuttavia una convergenza di opinioni sul ruolo significativo che hanno avuto le ICT (Information and Comunications Technology) nello sviluppo del concetto Smart. La realtà è che le definizioni di Smart City sono molteplici a causa dei diversi interessi delle varie parti coinvolte (punto di vista accademico, industriale, governativo) e non è stata ancora stabilita una definizione comune.

A prescindere dai discorsi teorici credo sia necessario affermare un unico punto di contatto tra le diverse teorie. Cercando di una sublimare una definizione comune quindi direi che le Smart Cities sono aree urbane che mirano ad aiutare gli esseri umani a superare i loro problemi usando le Tecnologie dell’Informazione e Comunicazione (ICT) per migliorarne la qualità della vita nei suoi diversi aspetti.

L’innovazione digitale è dunque uno strumento e non una finalità

 Perché è necessario creare una Smart City? E perché a Verbania?

La creazione di una Smart City non dà solo la possibilità di poter concorrere per bandi e per i finanziamenti che l’unione europea mette ogni anno generosamente a disposizione di quelle realtà urbane che dimostrano di poterne sfruttare le potenzialità, ma investe dinamiche molto più profonde. Essenzialmente perché la creazione di una Smart City investe interessi in ogni area tematica considerata, che darebbero un nuovo impulso al nostro territorio, dal glorioso passato industriale e dal presente turistico ricettivo. Esaminiamo ora le principali ricadute:

nell’area accademica: dove vige l’interesse per la conoscenza e lo sviluppo di informazioni. Pensiamo alla grande tradizione scolastica del nostro territorio. Cobianchi, Ferrini, Cavalieri e tutti gli altri istituti (frequentati tutt’oggi anche da studenti fuori sede) hanno sempre formato professionalità a servizio della richiesta del territorio. Non è un caso che la nostra tradizione industriale sia sfociata in istituti tecnici di eccellenza. Pensiamo dunque alle potenzialità che questa tradizione scolastica può avere se declinata nel settore delle tecnologie;

nell’area industriale: con l’interesse in strumenti commerciali e industriali, e dove ci si riferisce a prodotti e servizi intelligenti, intelligenza artificiale, macchine pensanti. Pensiamo al grande passato industriale di Verbania e del nostro territorio, oggi quasi annullato, ma che potrebbe rinvigorirsi trasformando Verbania in una (perdonandomi l’iperbole) “Silicon Valley” italiana. L’economia mondiale è integrata a livello globale e basata su servizi, e le città rappresentano i punti nodali perché sono i luoghi del capitale fisico e di concentrazione del capitale umano. Questo attrae attività commerciali e trasforma le città in centri di competitività globale. Verbania, per sua natura in posizione privilegiata rispetto agli assi di comunicazione europei (a breve distanza da Milano, Locarno, Zurigo, Torino, ecc..), può dunque favorevolmente aprirsi alla competizione globale sfruttando posizione strategica e bellezza;

nell’area governativa: dove si mira a gestire lo sviluppo urbano, interconnettendosi intimamente con la teoria della pianificazione urbana e della crescita Intelligente, con decisioni di sviluppo prevedibile, equo, sostenibile e redditizio. Mai come nella nostra città si sente l’esigenza di disegni e progetti urbani a medio-lungo termine ed i passi fatti di recente dalle amministrazioni vanno in questa direzione.

Ci sono poi le nuove sfide provocate dalla recente e rapida crescita della popolazione urbana, insieme ai cambiamenti economici e tecnologici causati dalla globalizzazione, che hanno necessità di risposte concrete e che aprono nuove opportunità per i servizi offerti dalle città e per le infrastrutture. Le Smart Cities infatti mirano proprio a diminuire le sfide delle città, tra cui: la scarsità di risorse come l’energia, la sanità, alloggio, acqua, infrastrutture inadeguate e deteriorate, il cambiamento climatico e la richiesta di migliori opportunità economiche e benefici sociali.

I principali ambiti di intervento su cui agisce una Smart City sono:

  • Economia (smart economy): sviluppo di incubatori, centri di ricerca e start-up innovative sono la piattaforma base per la creazione di un ambiente innovativo ed agevolare i lavori altamente professionalizzanti e tecnologicamente avanzati

Smart 1

  • Mobilità (smart mobility): mobilità leggera e intelligente interconnessa fino a formare una vera e propria rete infrastrutturale assicurando livelli di servizio progressivamente più efficienti, riducendo le esternalità negative che gravano sui cittadini (congestione, inquinamento atmosferico ed acustico, incidenti, ecc..);

Smart 2.png

Bike sharing a Londra


 

 

Smart 4.png

                                                                                       Car sharing elettrico a Milano

  • Ambiente (smart environment): gestione delle risorse naturalistiche e socio-culturali secondo principi di equità e sostenibilità, attraverso lo sviluppo di tecnologie e modelli operativi finalizzati alla gestione, trattamento e rivalorizzazione delle risorse naturali, nonché alla tutela della biodiversità. Obiettivi perseguibili attraverso una corretta gestione e smaltimento dei rifiuti, una promozione, protezione e gestione sostenibile delle risorse idriche, del verde e del decoro urbano, nonché alla resilienza del sistema urbano stesso rispetto all’insorgere di criticità;

Smart 5.png.jpg

  • Persone (smart people): valorizzazione, attrazione e ritenzione di capitale umano qualificato, in modo da creare una vera e propria “smart communities”. Tra i principali attori che possono concretamente intervenire nello sviluppo di tale ambito verticale vi sono sicuramente le associazioni culturali, il terzo settore e anche tutte quelle associazioni di volontariato che sfruttando la loro azione capillare sul territorio possono aiutare a promuovere la partecipazione attiva di tutti i cittadini di concerto con gli organismi di governo delle città;
  • Stile di vita (smart living): migliorare la vivibilità urbana attraverso il miglioramento dei servizi che la città stessa offre ai cittadini (sanità, patrimonio culturale, istruzione, spazi pubblici, ecc..).
  • Governo (smart governement): fruizione meno cavillosa dei servizi offerti alla cittadinanza (e-Government), dall’altra permettere la partecipazione attiva della stessa alla vita amministrativa della città (e-Democracy)
  • Energia (smart energy): promozione di un utilizzo efficiente delle fonti energetiche disponibili, oltre che ricerca di nuove. In generale si mira all’avvicinamento delle Near zero Emissions Technologies concentrandosi sul contenimento delle emissioni di anidride carbonica, e sul rendere i propri spazi e servizi più vivibili e fruibili, a misura d’uomo (abbracciando criteri fondamentali come: risparmio ed efficienza energetica). Nascita delle Smart Grid, che saranno fattore chiave per la Politica Energetica Europea con l’obiettivo di integrare su larga scala le fonti di Energia Rinnovabile, garantire la sicurezza e la robustezza delle reti e per il conseguimento degli obiettivi di “energy saving”. Quest’ultimo punto si interseca intrinsecamente col “patto dei sindaci” e con la redazione del PAES in quanto lo sviluppo di una smart city investe sia l’ambiente naturale che l’ambiente costruito.

Ogni aspetto sopradescritto non vive su se stesso, ma porta ad interrelazioni profonde con gli altri. Va quindi da sé che lo sviluppo di una Smart City sul nostro territorio coinvolgerebbe il settore dell’istruzione (a tutti i livelli), dell’industria, il governo (amministrazioni, enti e comuni), l’intera società civile, ma anche gli investitori privati, i fornitori, le associazioni, i progettisti, gli urbanisti, gli sviluppatori, gli inquilini e i proprietari di case che dovrebbero cooperare per la creazione di progetti e disegni.

Questo discorso prende più senso se si guarda la fotografia della nostra città in ambito nazionale (senza scomodare paesi esteri). Analizzando infatti la posizione di “smartness” della nostra città nel 2014, ci accorgiamo che su 116 comuni capoluogo Verbania si colloca alla 54° posizione, quasi esattamente a metà classifica.

Analizzando meglio la classifica 2014 ci si accorge che Verbania risulta in buona posizione solo per ciò che riguarda le tematiche di energie rinnovabili, di risorse ambientali (e questo risultato è frutto delle buone politiche passate e delle caratteristiche intrinseche della città, che ci permettono ogni anno di essere in ottime posizioni nelle classifiche di “ecosistema urbano-Legambiente”), e dell’e-justice. Si colloca in pessima posizione nell’ambito delle broadband, della smart mobility, della smart education e dell’efficienza energetica. Mediocre invece il risultato negli ambiti di smart health, smart government, smart culture and travel, smart security e mobilità alternativa. [cliccare sulle immagini per ingrandirle]

classifica generalearee tematicheranking tematiciAvere una mediocre prestazione per il settore “smart culture and travel” (analisi dei portali comunali, del turismo e della cultura informazioni e prenotazione delle strutture ricettive, informazioni su attrazioni, servizi offerti, percorsi tematici e personalizzati, acquisto di biglietti o card per visitare la città e accedere a musei, monumenti) per una città come la nostra, che si propone al mondo come meta ricettivo-turistica è grave indicatore, e deve far riflettere.

Il rapporto tra Smart City e qualità del­la vita è molto importante perché le innovazioni Smart, come detto in precedenza, sono introdotte per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Nel grafico sottostante si evidenziano verticalmente così le città “Smart e vivibili” nella parte alta, e le città “in ritardo” nella parte bassa. Da destra a sinistra invece si evidenziano le città del “benessere analogico”, e cioè città vivibili ma con bassa propen­sione all’innovazione e le città del “riscatto Smart”, e cioè cit­tà che, pur partendo da una qualità della vita più bassa, riescono a trovare nella Smart City un’occasione di innovazione.

graficoVerbania è praticamente al centro del grafico assestandosi come città “ferma”. La lettura che se ne può dare, analizzando i dati, è quindi di una città intrinsecamente vivibile (grazie alle sue bellezze paesaggistiche, all’aria pulita, alla posizione) ma scarsamente propensa all’innovazione.

Per creare una Smart city si deve prevedere un masterplan di progetto. L’immagine è una mia ipotesi esplicativa. smart conurbazioneIn conclusione risulta chiaro che la volontà della creazione della “smart city verbania” dipende strettamente dai benefici che questa può portare in termini di miglioramento della qualità della vita, creazione di occupazione, e urbanizzazione sostenibile, intesa come somma della sostenibilità ambientale e sociale, sviluppo e risparmio economico. L’evoluzione demografica di Verbania si caratterizza dall’invecchiamento della popolazione e dallo spostamento della generazioni giovani in città e comuni, spesso nelle aree metropolitane milanesi o torinesi. La “vision smart” a Verbania potrebbe essere una soluzione che potrebbe permettere di creare lavoro e rendere la nostra città più dinamica e aperta alla richiesta di occupazione del nostro tessuto sociale. Il perseguimento di questi obiettivi permetterebbe infatti di avvalersi di quell’infrastruttura adatta soprattutto agli imprenditori più giovani per mettere al servizio della comunità le idee, l’impegno, e la voglia di poter fare impresa. Dando dunque la possibilità alle nuove generazioni di fermarsi nella nostra città…

Il concetto di “smartness” richiama la possibilità di poter entrare in relazione con la comunità in cui si vive e gli elementi che ne fanno parte, andando a costruire un rapporto vantaggioso sia per i singoli che per la stessa comunità. “Verbania smart” dovrà pertanto essere sostenibile, confortevole, attrattiva, sicura, ma soprattutto dovrà sapere restare al passo con la domanda di sviluppo e benessere richiesto oltre che garantire un effettivo sviluppo urbano equilibrato. Una città policentrica come Verbania ha la necessità (quasi intrinseca) di mettere le sue risorse in rete, e questo modello di sviluppo, che ci suggerisce l’UE, sembra fatto apposta per il nostro territorio, un territorio ricco di tradizione e cultura e che aspetta solo di essere rivitalizzato. Poterne sfruttare le potenzialità è solo una nostra scelta.

(*) Ingegnere, Progettista, socio e legale rappresentante dello studio associato “Tecneas – Integrated Building Design”, Varese (VA)

Teaching assistant, Dipartimento A.B.C. (department of Architecture, Built Environment and Construction Engineering), Politecnico di Milano (MI), Italia

Fonti e per approfondire:

http://www.between.it/ita/smart-city-index.php

http://italiansmartcity.it/

https://eu-smartcities.eu/

http://www.forumpa.it/citta-e-territorio/osservatorio-nazionale-smart-city-anci-vademecum-per-la-citta-intelligente

http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/ecosistema-urbano-xix-edizione

Questa voce è stata pubblicata in Politica cittadina. Contrassegna il permalink.