COME LA GIUNTA DESTRO-LEGHISTA PRIVATIZZA LE SPIAGGE

Il littorio proclama “li fermeremo sul bagnasciuga!“, tanto caro agli epigoni anche locali del “crapùn”, è stato fatto proprio in senso letterale da Zacchera e dalla sua defunta Giunta destro-leghista. Peccato che ad essere fermati sul bagnasciuga siano…. i Verbanesi.

In attesa che qualcuno in Comune si decida a revocare l’assurdo provvedimento di “privatizzazione” della spiaggia della Beata Giovannina, due considerazioni sull’utilizzo dell’area da parte del privato concessionario. E non solo. L’ipotesi dell’imprenditore prevederebbe il noleggio di imbarcazioni a mo’ di roulotte galleggianti, che sono ormeggiate al pontile e alle boe e sono abitate in continuo nella stagione estiva, ma non hanno ovviamente scarichi collegati per cui, come nei campeggi, dovrebbero avere dei servizi a terra, collegati alla fognatura e i wc interni bloccati. E’ stato previsto tutto questo? Il Comune intende forse realizzare a beneficio del privato anche i servizi? Poichè oggi la spiaggia dispone soltanto di docce, vi è il concreto rischio che “i diportisti nautici” alla mattina scarichino direttamente a lago quanto mangiato e bevuto la sera prima, alla faccia della balneabilità. Nei porti c’è il divieto di usare i wc all’ormeggio, ma abitualmente ci sono servizi e docce a terra; se però l’ormeggio è continuativo e non finisce mai e i servizi non ci sono, come si fa? L’abitudine di usare i porti come campeggi galleggianti pare si stia diffondendo, perché per i gestori è molto conveniente affittare delle barche ferme piuttosto che il posto barca a chi in barca ci va effettivamente. Ovviamente la “navigazione da diporto” non c’entra più.

Circa le occupazione della fascia demaniale a seguito di relativa concessione, c’è tutta una giurisprudenza che regolarmente viene dimenticata. Gli “usi comuni” (balneazione, pesca sportiva, percorribilità, raccolta d’acqua in quantità modeste, ecc.)  sono sempre ammessi e pertanto è illegittima qualsiasi azione od ostacolo per impedirli. Per consentire tali usi bisogna consentire anche gli accessi alla fascia demaniale, per cui ogni tanto ci deve essere un percorso che conduce a lago, meglio se storico e conservato. Nel Piano Urbanistico delle Sponde vi è un capitolo sugli usi comuni, ma nella pratica non è mai stato applicato e nell’ultima versione  è addirittura scomparso.

A Verbania ci sono esempi diversi sulla libera accessibilità al lago e sulla fruizione del “bene comune”: Circolo Velico, Canottieri Pallanza e relativo cantiere,  Polisportiva di Suna, Sub e porto turistico nuovo lasciano passare chiunque; la Canottieri Intra ha un cancello; i campeggi di Fondotoce non lasciano passare nessuno e usano in modo privato la spiaggia; i cantieri nautici di Intra sono inaccessibili se non agli utenti dei cantieri stessi. Il caso dell’area della Colonia Motta è emblematico: tutti gli accessi storici sono stati chiusi.

Ed ora è addirittura il Comune che si mette a privatizzare a pagamento le spiagge o – come nel caso della grande spiaggia dell’ex Colonia Solare di Suna – a tollerare in silenzio che il gestore di alcuni servizi (noleggio di ombrelloni, lettini, sdraio, canoe) occupi permanentemente l’area con i propri oggetti inutilizzati, sottraendo ingiustamente la libera spiaggia comunale al libero utilizzo dei bagnanti.

Il littorio proclama “li fermeremo sul bagnasciuga!“, tanto caro agli epigoni anche locali del crapùn, è stato fatto proprio in senso letterale da Zacchera e dalla sua defunta Giunta destro-leghista. Peccato che ad essere fermati sul bagnasciuga siano…. i Verbanesi.

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