DECISIONISMO, CONDIVISIONE, COESIONE: SI APRE UNA NUOVA FASE di Davide LO DUCA

Palazzo Pretorio, rapporti con ConSer Vco, forno crematorio, riorganizzazione della “macchina” comunale: è tempo di mettere mano a un collaudo dell’attività amministrativa.

Dalle dimissioni di Riccardo e mie, consegnate contemporaneamente prima in segreteria (alla presenza del Sindaco e del Segretario Provinciale del Partito democratico) e quindi al gruppo consiliare, si è aperta una fase che richiede chiarimenti.

In un contesto in cui il decisionismo è dai più visto come vero grimaldello per trasformare realtà asfissiate da burocrazia, inefficienze e costi eccessivi, rimango comunque convinto che temi quali l’analisi e la fiducia debbano essere ogni volta provati sul campo. Anzi, a maggior ragione, il decisionismo non può fare a meno- negli ambiti pur ristretti quali quelli di una maggioranza consiliare – di assicurare coesione e condivisione.

Eppure, sul tema del Palazzo Pretorio, al di là di come la si pensi rispetto allo spazio della ex Casa della Gomma, si è consumato un fatto grave sul piano politico e dei rapporti: il partito che ha espresso il Sindaco è stato sottoposto dallo stesso a continue notizie contraddittorie e ad un finale in contrasto con le promesse. Tutto ciò mentre il partito stava elaborando nella propria sede, con militanti, consiglieri ed esperti di area, un progetto da presentare alla giunta che considerasse il palazzo per intero e in esso prefigurasse:

• la comunicazione dell’offerta culturale del Museo, de “Il Maggiore”, della Biblioteca e dei Parchi;

• la comunicazione dell’offerta dell’ospitalità turistica;

• la creazione di spazi di intrattenimento per chi si reca a Intra per il mercato del sabato (presenze oggi mordi e fuggi);

• l’interazione con il progetto APROBOTTEGA, che la giunta ha in serbo per la città e che poteva vedere in esperienze di coworking la costruzione di sinergie tra giovani professionisti che vogliono divenire parte della trasformazione della città, che necessita di visibilità, partecipazione e proposte a favore di chi la vive e di chi la città la vuole scoprire. Perché anche questo può e deve fare il palazzo nel suo complesso.

Il progetto porta il nome di Casa della Città, esperienza che esiste anche altrove e che può generare scambio di buone prassi. Oggi, però, non mi è dato sapere quando e come sarà possibile recuperare fiducia e chiarezza.  Di sicuro vedo, quale passo importante in questa direzione, il fatto che il nuovo progetto sul palazzo debba essere condotto dall’amministrazione: è bene che essa si impegni a recuperare l’integrità del palazzo, inserendo le nostre idee in tale percorso.

Su altri cantieri aperti, la cui azione amministrativa si è qualificata per rapidità e decisionismo, devono nascere alcune riflessioni. Si è parlato su queste pagine del forno crematorio, con un’ipotesi di esternalizzazione che io vedo con favore, ma che pure suscita alcune perplessità per il piano economico che sembrerebbe scaturirne, a fronte di un quadro complessivo di entrate fiscali per il Comune sempre più a rischio per il susseguirsi di leggi di stabilità piuttosto severe. Questo dato non può non essere riproposto nella analisi della maggioranza. Si è condotta una dialettica aspra con Conser VCO, che è il riferimento primo del comparto dei rifiuti nella nostra Provincia ed il cui futuro è, per molti versi, il nostro futuro. La strada che porta al nuovo assetto societario va riempita di contenuti e questo non può venire meno nell’analisi della maggioranza, così come il disegno della futura compagine sociale che guiderà l’ente gestore. Si è scossa la struttura organizzativa del Comune di Verbania con metodi piuttosto dirompenti ed è evidentemente il momento di valutarne gli effetti che ad oggi sono di non facile lettura.

A scanso di equivoci, dichiaro che non ho intenzione di interrompere questo percorso amministrativo. Non voglio né abbandonare la macchina né essere causa di una sua frenata. Credo, però, che sia giunto il momento del collaudo.

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