FUOCO AMICO SULLA GIUNTA ZACCHERA

Ormai è lo sport più praticato in città: ti alzi alla mattina e spari addosso al tuo alleato politico. Cattaneo e Montani giocano al gatto col topo con Zacchera e tutti insieme danno la colpa dei fallimenti della Giunta ai dipendenti comunali.

 Stiamo assistendo in questi giorni a un divertente siparietto che merita l’uscita di un numero – ancorché smilzo – di questo foglio informativo. Il gioco è questo: con la scusa di alimentare il dibattito “politico” (!?), i proconsoli locali di Pdl e Lega Nord a giorni alterni sparacchiano così come viene su sindaco e Giunta comunale; i quali, rassegnati a prenderle, fingono che nulla stia succedendo. E così i cittadini hanno un elemento in più per giudicare questo primo anno di amministrazione di Destra e Lega.

In sintesi, questo è il testuale giudizio di Cattaneo: “città sporca, programma culturale modesto e di sinistra, opinione pubblica non entusiasta, Amministrazione troppo chiusa nel Palazzo, elettori di Destra e della Lega Nord arrabbiati”.

Poi c’è la lapidaria considerazione di Montani:Se dovesse finire oggi, questa non è certo un’Amministrazione che passa alla Storia”. E tanto per restare in piena sintonia con il sindaco, su Verbania News così commenta le perplessità di qualche suo elettore sul teatro: “Il teatro di Zacchera non si farà, un’opera importante per la città sì”. Ah, e qual è quest’opera importante?

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Perché poi tutti possano misurare l’elevata qualità dei personaggi ai quali abbiamo affidato la città, non può passare sotto silenzio l’inqualificabile denigrazione in atto contro i dipendenti comunali, accusati genericamente di esprimere “un amalgama ideologico” con gli amministratori di centrosinistra (Cattaneo) o di avere “curiosamente molti cognomi identici a quelli di noti esponenti della sinistra cittadina” (Zacchera), ai quali “qualche volta si chiederebbe di fare qualcosina di più del puro e semplice ‘dovere’, non è un obbligo ma questione di coscienza” (sempre Zacchera).

Con grande rispetto per le persone, Cattaneo afferma che è ”un fatto che in 64 anni il centro sinistra abbia ‘assunto’ buona parte dei dipendenti di “area” [politica, evidentemente; ndr]. E infatti, dice ancora l’ineffabile Cattaneo, “Zacchera poteva cambiare qualcosa di più oltre il Segretario generale; per quanto riguarda i Dirigenti, fossi stato in Zacchera ne avrei cambiato qualcuno, anche per dare un segno di discontinuità che certamente il nostro elettorato avrebbe apprezzato”.

Vedete, per Cattaneo e Zacchera un dirigente o il Segretario del Comune non si cambia per ragioni professionali od organizzative, ma per compiacere “il nostro elettorato”, che “avrebbe apprezzato” la discontinuità. Colpirne uno per educarne cento.

E siccome il coraggio è il tratto distintivo di queste persone, mai una volta che si faccia il nome del dipendente “amalgamato” o di quello che deve al “cognome” la sua assunzione in Comune o di quello che potrebbe “fare qualcosina di più del puro e semplice dovere”. Eppure, Cattaneo dice che quelli assunti perché “di area” politica di centrosinistra sono “buona parte” dei dipendenti comunali, mica uno o due! Assunzioni che, chiosa Cattaneo, sono avvenute “ovviamente legittimamente e nel rispetto delle regole, ci mancherebbe”: e come si fa ad assumere “legittimamente” persone che come requisito per l’impiego comunale hanno quello di essere di “area politica”? Ce lo spiega il Cattaneo?

Se, per giustificare un anno di imbarazzante nullità amministrativa, il Sindaco di Verbania e il Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte – litigando tra loro – non sanno fare di meglio che riversare la colpa su dirigenti, “apparato burocratico” e dipendenti del Comune, abbiano almeno il coraggio di fare un nome. Uno solo. E poi vediamo come va a finire.

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