GLI ANNIVERSARI CHE NON SERVONO 1. ELOGIO DEL CAPELLO BIANCO

Esibizionismo vittimistico: solo così si spiega la smania di fare “il bilancio” del primo anno di amministrazione, nel corso del quale s’è fatto poco più di niente.

Abbiamo letto in questi giorni con sorpresa e fastidio lettere aperte e interviste a commento del primo anno di amministrazione della coalizione di Destra e Lega Nord.

Sorpresa e fastidio, dicevamo. La sorpresa nasce dalla considerazione (la comprende bene chi ha davvero amministrato una città) che un anno è un arco temporale talmente ridotto da non consentire alcun bilancio relativo alle opere e ai servizi nuovi che un’Amministrazione potrebbe avere in animo di realizzare. E infatti l’attuale Maggioranza in questo anno non ha realizzato né opere né servizi nuovi: s’è limitata a confermare integralmente le opere pubbliche già programmate dal Centrosinistra (cfr. il Piano Investimenti 2010-2012) e si è occupata dei grandi servizi realizzati dal Centrosinistra o per confermarli (raccolta rifiuti con “sacco bianco”, ciclo idrico attraverso Acque Nord e l’Ato, esternalizzazione della mensa, tutti i servizi sociali comunali e consortili, nuove case popolari, wi-fi e “Verbania connettiva”…) o per peggiorarli (LiberoBus trasformato in MenoBus, il nuovo teatro traslato all’Arena) o per cancellarli (CCR, Progetto CO2Zero e bike sharing). Il resto è poco più di niente: ordinaria amministrazione, con investimento di qualche decina di migliaia di euro a fini prevalentemente propagandistici (il bonus, il sacco per la spesa, il trespolo dei rifiuti..). E questo paradosso (celebrare un anno di poco più di niente) è stato colto con acribia dalla consigliere comunale Marcella Zorzit, che su sito del Gruppo Cittadini con Voi titola così un suo breve e sapido commento alla lettera aperta (nientepopodimeno…) di Zacchera: “Ma chi glielo fa fare!”.

Accanto alla sorpresa, il fastidio. Mai nella storia politico-amministrativa della città era capitato di assistere a una così smaniosa propensione all’autocelebrazione mediatica da parte di un sindaco. La consapevolezza della delicatezza dell’incarico e la complessità dei problemi hanno sempre consigliato ai primi cittadini di Verbania di lavorare molto e apparire poco, evitando ogni sovraesposizione giornalistica. Anzi, rifuggendola. A nessun sindaco sarebbe mai venuto in mente di ostentare pubblicamente i capelli bianchi per le preoccupazioni o il lavoro domenicale in solitudine o il portone del Comune chiuso nel cuore della notte dopo un giorno di impegni. Eppure chi è stato sindaco queste cose le ha fatte decine (centinaia?) di volte. Standosene zitto. E se poi qualcuno sui giornali commenta con caustica ironia queste confessioni da piccola fiammiferaia, ecco il vittimismo: opposizione pregiudiziale, lasciatemi lavorare, attacchi gratuiti, un anno è poco… Giustappunto: ma chi glielo fa fare! Forse glielo fa fare il convincimento che l’esibizionismo vittimistico faccia breccia nel popolo: Berlusconi docet.

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