IL “CAMBIAVERBANIA” TRA CONTINUITA’ E DEMOLIZIONE

La notizia di Verbania nella top ten dei Comuni italiani (rilevazione Monitor Città) per il gradimento dei servizi erogati (leggi qui e qui) merita un breve commento.

L’elevato gradimento dei Verbanesi per il servizi pubblici erogati dall’Amministrazione è un dato ormai consolidato da molti anni: il 61,2% di oggi si affianca coerentemente al 61,9% dello scorso anno, al 62,1% del 2008, al 61,1% del 2007, al 65,5% del 2005. Da un decennio e più la qualità dei servizi pubblici locali ottiene ampio apprezzamento.

Analoghe valutazioni possono essere fatte anche per i primati di Verbania in Ecosistema Urbano di Legambiente: la prima posizione nazionale fu conquistata – dopo avere scalato negli anni precedenti dal top ten – con i parametri ambientali raggiunti nel 2008 grazie all’intenso lavoro svolto negli anni precedenti (raccolta differenziata, LiberoBus, incremento delle piste ciclopedonali, delle aree pedonalizzate e delle aree verdi, miglioramento della qualità delle acque e dell’aria). E da allora Verbania si è mantenuta sul podio. Che dire poi della nostra condizione di “Comune Riciclone”? Anche in questo caso la nostra città è stata ininterrottamente per quattro anni (2006 al 2009) al primo posto nazionale tra i capoluoghi di provincia.

Da questi elementi emergono almeno due valutazioni – diciamo così – “politiche”. La prima: le eccellenze che ancora oggi la città detiene sono il frutto di un lungo, paziente, profondo lavoro che ha caratterizzato il Comune di Verbania dalla seconda metà degli anni ’90 a tutto il decennio successivo. Sono state costruite allora le condizioni per una vera e propria rivoluzione delle “buone pratiche”, che ha generato servizi di qualità riconosciuta sia a livello locale sia a livello nazionale. La seconda: la conferma – anno dopo anno, da almeno un decennio – di questi risultati rivela la falsità e la strumentalità della campagna del “cambiaverbania” sulla quale la coalizione PdL-Lega Nord ha imbastito le ultime elezioni amministrative, promettendo a una città (disattenta e autolesionista) la fine di “64 anni di comunismo”.

Ecco allora il paradosso della politica: gli unici risultati di cui questa Giunta può andare fiera sono quelli che esprimono la continuità dei grandi servizi comunali pensati, progettati e voluti dalle Amministrazioni di Centrosinistra, che PdL e Lega si sono limitati a ereditare, non potendoli scardinare. E così l’unico “cambiaverbania” che la città ha sperimentato e subìto in questi anni è stato quello distruttivo: LiberoBus, bike sharing, polo culturale-teatrale della Sassonia …. e via e via.

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