IL CENTROSINISTRA VERSO LE ELEZIONI. RICOSTRUIRE LE RAGIONI DI UNA PRESENZA

Il quadro all’interno del quale dovranno misurarsi le aggregazioni (partiti, movimenti civici, associazioni, comitati) che guardano con sincero interesse alla presenza del Centrosinistra sulla scena cittadina nelle elezioni del 2019 appare politicamente logorato e sfilacciato. Sarà dunque molto difficile ricomporlo in forme adeguate alla sfida elettorale che si avvicina, se non a prezzo di profondi e sostanziali mutamenti coerenti con l’obiettivo di ricostruire – all’interno di una coalizione ampia e omogenea – le condizioni di collaborazione, sintonia, collegialità e continuità che non sono riuscite ad affermarsi nel ciclo amministrativo che si va concludendo.

Le prossime elezioni comunali, previste in concomitanza con le “Europee” di fine maggio 2019, saranno molto complicate per il centrosinistra. E la complicazione deriva da due fattori: uno – diciamo così – “esterno”, legato cioè alle dinamiche politiche nazionali che vedono oggi (e verosimilmente anche tra cinque/sei mesi) il PD e le forze politiche di area riformista e di sinistra in grave difficoltà; l’altro invece “interno”, in tutto riconducibile alla stagione politico-amministrativa avviata nel 2014. A questo secondo aspetto intendiamo dedicare qualche riflessione.

In un articolo (leggi qui) pubblicato su questo blog tre anni fa si individuava nella discontinuità uno dei tratti caratterizzanti del ciclo amministrativo avviato dalla Giunta Marchionini. Scrivevamo allora: “Oggi, a un anno e mezzo dalle elezioni, si può dire che il passaggio da una fase all’altra del centrosinistra è avvenuta più all’insegna della discontinuità che della tradizione, intesa nel suo significato etimologico di “trasmissione”, “consegna” (in questo caso, di un’esperienza di governo). …….. Il lascito programmatico (ovvero, l’idea di città) dei vent’anni di centrosinistra, ripensato al termine di quell’esperienza per renderlo ancora utile alla nuova stagione che stiamo vivendo (leggi qui, qui e qui) non sembra oggi interessare al dibattito e all’azione politico-amministrativa; anche la stagione della centralità di Verbania nell’organizzazione delle politiche sovracomunali….parrebbe sostanzialmente archiviata. Infine, la dinamica politica di coalizione si è di fatto rovesciata: il progressivo ampliarsi delle alleanze di centrosinistra nel periodo 1993-2013 è stato sostituito dal sostanziale “monocolore pd” dell’attuale maggioranza consiliare”. 

Quello che nel 2015 era un processo appena avviato (e dunque suscettibile di rettifica), è divenuto sostanza politica dell’ultimo triennio e quell’idea di città che aveva guidato l’azione politica del centrosinistra tra la metà degli anni ’90 e il 2013 si è rapidamente perduta. E forse proprio da questa deliberata volontà di discontinuità si sono originati altri due elementi negativi che hanno contrassegnato il ciclo 2014-2019 e che hanno purtroppo indebolito anche il lavoro e l’azione amministrativa del Comune: la conflittualità e l’incomunicabilità.

Una sorta di conflittualità ad andamento carsico ha segnato le relazioni tra i diversi organi dell’Amministrazione (Sindaco, Giunta, Consiglio Comunale), tra Esecutivo e Maggioranza consiliare, tra Sindaco e PD, tra Amministrazione e uffici del Comune, tra Comune e realtà associative (dimissioni di assessori e presidenti del Consiglio Comunale, fuoriuscite di consiglieri dai gruppi di Maggioranza e di Minoranza,  contenziosi giudiziari tra sindaco, assessori e consiglieri comunali, polemiche con Associazioni, reiterati scontri tra il Pd e il sindaco su numerose e importanti questioni amministrative…), contribuendo a creare un quadro politico-amministrativo inedito ed estremamente complesso.

Uno stato di crescente e generalizzata incomunicabilità ha reso difficili e farraginosi gli inevitabili rapporti politici che intercorrono tra un sindaco e la sua maggioranza, tra maggioranza e minoranza, tra gruppi consiliari e partiti di riferimento. In particolare, all’interno della Maggioranza le gravi e alla fine insuperabili difficoltà di comunicazione hanno impedito che si formasse in Comune una squadra coesa e affiatata in grado di conseguire tre obiettivi che nella primavera del 2014 sembravano a portata di mano: affrontare collegialmente le questioni amministrative vecchie e nuove, facendo sintesi del contributo di una squadra di amministratori quasi completamente rinnovata; favorire l’armoniosa maturazione di un numeroso gruppo di giovani consiglieri di prima nomina entrati a Palazzo Flaim con ampio consenso elettorale; inaugurare nel modo migliore una nuova, lunga e positiva stagione del centrosinistra verbanese, nel solco di una ventennale, fruttuosa esperienza. Al di là del giudizio di merito sulla qualità del lavoro amministrativo di questo quinquennio, il bilancio politico risulta quindi complessivamente negativo.

Subito scardinata la convergenza che tra primo e secondo turno nel 2014 aveva unito tutta l’area di centrosinistra (Pd, Lista civica, Sinistra unita, Sinistra e ambiente, Cittadini con Voi, Bene comune) sulla candidatura Marchionini e venuto rapidamente meno il rapporto sinergico tra Giunta e Maggioranza, il PD a partire dal 2015 ha molto investito in autonomia sulla costruzione di proposte progettuali e programmatiche utili per la città e sistematicamente riprese, rilanciate e approfondite sulle pagine virtuali di VB70: la valorizzazione ambientale e turistica del Monterosso (vedi anche qui); la mobilità cittadina; l’agenda digitale per Verbania (vedi anche qui e qui); la riqualificazione di Madonna di Campagna; il ruolo dello sport in città (vedi anche qui e qui); i servizi cimiteriali (vedi anche qui e qui); le sfide e i problemi del nuovo teatro (vedi anche qui, qui, qui, qui e qui); il rilancio delle politiche ambientali e dei rifiuti; il Museo del Paesaggio; la conservazione del palazzo Pretorio; il contrasto all’evasione fiscale; la riorganizzazione del trasporto pubblico locale; la gestione dei profughi in città; il destino urbanistico dei lungolaghi; la vocazione di Verbania a “smart city”; il nodo della regolazione del livello delle acque del lago (vedi anche qui, qui e qui); la scelta dell’ospedale unico e della contestabile collocazione a Ornavasso (vedi anche qui, qui e qui). Una mole di lavoro imponente e significativa, che solo in rari casi – e solo dopo duri e pubblici scontri con Sindaco e Giunta – hanno trovato una qualche traduzione in scelte amministrative.

E’ questo il quadro all’interno del quale dovranno misurarsi le aggregazioni (partiti, movimenti civici, associazioni, comitati) che guardano con sincero interesse alla presenza del Centrosinistra sulla scena cittadina Un quadro politicamente logorato e sfilacciato, che sarà molto difficile ricomporre in forme adeguate alla sfida elettorale che si avvicina, se non a prezzo di profondi e sostanziali mutamenti coerenti con l’obiettivo di ricostruire – all’interno di una coalizione ampia ed omogenea – le condizioni di collaborazione, sintonia, collegialità e continuità che non sono riuscite ad affermarsi nel ciclo amministrativo che si va concludendo.

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