IL VCO E LA SUA CRISI: TANTE PAROLE, POCO COSTRUTTO

La Cisl organizza un incontro con i pezzi da novanta del territorio sulla crisi generalizzata del Vco: analisi efficaci, acqua nel mortaio e sindrome di Calimero.

S’è tenuto lunedì 18 a Verbania uno “strano” convegno. Organizzato (meritoriamente) dalla Cisl e dedicato alla grave crisi generalizzata che sta vivendo il Vco, prevedeva la partecipazione dei “pezzi da novanta” della politica provinciale. Consiglieri regionali, parlamentari, presidente della Provincia. Compito assegnato: cosa fare per fronteggiare una situazione che vede il Vco investito da una crisi drammatica, con chiusura di fabbriche, smantellamento di uffici pubblici statali, riduzioni di servizi essenziali (Poste, Enel).

Al tavolo (meglio: capezzale) mancavano già in partenza tutti gli esponenti della Lega Nord, che pure nel Vco esprime un parlamentare, due consiglieri regionali e il vicepresidente della Provincia. E’ probabile che per il Carroccio la crisi non esista e dunque non valga neppure la pena di uscir di casa la sera per discuterne. Assente anche il senatore PdL Zanetta, l’unico parlamentare presente era Zacchera. Ma nessuno se n’è accorto. E così la scena è stata occupata dai presenti: i consiglieri regionali Cattaneo e Reschigna, il presidente della Provincia Nobili, il sindaco di Verbania Zacchera (che è cosa diversa dal parlamentare omonimo).

Cattaneo e Nobili si sono segnalati per due interventi di pura scuola democristiana: la situazione complessa e difficile, stiamo lavorando (la legge sull’autonomia, la “specificità montana” del Vco, la “cabina di regia”..), unire le forze, ecc.; si tratta di discorsi da “prima metà di mandato”, quando si dà conto di quello che si vorrebbe fare, dei contatti avviati, delle iniziative di “lungo respiro”. Aperte tutte le opzioni o quasi, sfoggio di ottimismo a oltranza, un po’ di responsabilità gettate con noncuranza sulla precedente gestione; abbiamo parlato con l’imprenditore tale, saremo a Roma la settimana tale per incontrare il sottosegretario, la Giunta provinciale ha approvato il documento della “cabina di regia”, servirebbero 15 milioni per lo start up. Molta acqua sapientemente pestata nel mortaio. Insomma, cose che Nobili può raccontare ancora in scioltezza per un annetto, Cattaneo per due. Poi si tirerà la linea e si inizierà a fare i conti.

Ben più sostanziosa e brutale l’analisi di Reschigna: senza interventi straordinari assunti e garantiti a livello centrale (vantaggi fiscali e semplificazione burocratica per attrarre le imprese, disponibilità di risorse per garantire i livelli dei servizi conquistati con l’istituzione della provincia), il Vco non ce la farà; il disinteresse con cui la popolazione segue le situazioni di crisi è pericolosa e foriera di ulteriori disimpegni (Acetati, graduale impoverimento della sanità cittadina); la vociferata privatizzazione del “Castelli” sarebbe un colpo letale per la sanità pubblica dell’intera provincia. Un salutare bagno di realismo, utile a spazzare via un inutile ottimismo di maniera.

Occhiate a metà tra la sorpresa e lo sconcerto hanno accolto il breve discorsetto del sindaco di Verbania. Dopo avere ripetuto come un mantra il ritornello sul Pisu e il Centro Eventi dell’Arena, elevati ormai a panacea di tutti i mali anche a livello provinciale, ecco la prevedibile virata vittimistica contro l’opposizione che non sostiene le sue proposte e, anzi, addirittura “rema contro”, e più in generale contro tutti quelli che in città per una ragione o per l’altra rivolgono puntuali critiche all’azione dell’Amministrazione. Classica manifestazione della “sindrome di Calimero”.

La serata s’è conclusa con l’immancabile appello “a fare squadra”, anche se non s’è ben capito per fare cosa. E così ce ne siamo andati con un sentimento di palpabile, ma inspiegabile, insoddisfazione. Poi, auspice la frizzante arietta notturna, la folgorante rivelazione: erano mancati i contributi del trio Montani-De Magistris-Marinello. Il sonno ci ha colti finalmente rasserenati.

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