LIBEROBUS. FINE DELLA STORIA

Dopo tre anni e mezzo si azzera una delle più innovative “buone pratiche” attuate dal Centrosinistra nello scorso ciclo amministrativo. Una perdita enorme per la città, che scopre e misura una volta di più il “cambiaverbania” di Pdl e Lega Nord

Hanno impiegato un anno e mezzo, ma alla fine ci sono riusciti. E’ forse questo il giudizio di sintesi che meglio esprime la sostanziale rottamazione della sperimentazione sul trasporto pubblico locale avviata nel maggio 2007 con LiberoBus e derubricata a PiùBus nel maggio di quest’anno.

Dal 1 gennaio si torna a pagare: niente carnet di biglietti, abbonamenti per tutti tra i 10 e i 15 € mensili. La foga demolitoria di PdL e Lega Nord della sperimentazione di LiberoBus salva il solo criterio del prezzo “calmierato” degli abbonamenti. Per adesso. Sino a maggio la gratuità individuale dell’abbonamento di municipalità”/LiberoBus era totale: sono passati solo sette mesi ed ora pagano tutti; e non è detto che tra una manciata di mesi anche i prezzi calmierati degli abbonamenti vengano eliminati e si torni a pagare l’abbonamento ordinario a prezzo pieno. A cui aggiungere, naturalmente, l’addizionale Irpef! E così Zacchera mette definitivamente in archivio una delle iniziative più innovative introdotte nello scorso ciclo amministrativo dalla Giunta di Centrosinistra. Già indebolito con il declassamento a Piubus, l’ “abbonamento di municipalità” di LiberoBus chiude ora i battenti e riconsegna anche in questo settore la  nostra città al grigio anonimato dell’ordinaria amministrazione.

LiberoBus tre anni e mezzo fa nasceva come sfida per modificare – gradualmente e radicalmente – i comportamenti dei cittadini in ordine alla mobilità urbana, assicurando a tutti i residenti la gratuità individuale della fruizione dei bus all’interno della città, a fronte dell’applicazione “mirata” dello 0,15% di addizionale Irpef comunale (circa 600.000 €). Nel maggio 2007 era stata avviata una vera e propria rivoluzione, portando al centro delle politiche cittadine il tema della mobilità sostenibile (trasporto pubblico, zone pedonali, piste ciclabili, percorsi “zone 30”): da quel momento tutti gli studenti hanno potuto utilizzare gratuitamente i bus e gli scuolabus per recarsi a scuola, i giovani hanni via via imparato a muoversi in città esibendo la sola carta d’identità, gli anziani hanno visto migliorare sensibilmente la loro capacità di “movimento” da una frazione all’altra della città, le famiglie con figli piccoli sono divenute da subito fruitrici sistematiche di questa nuova, moderna e davvero “rivoluzionaria” opportunità, la fascia adulta e lavoratrice è tornata a considerare il bus come una comoda e reale alternativa all’auto privata”.

Oggi tutto ciò viene cancellato, interrompendo traumaticamente un cambiamento di abitutini necessariamente lungo e graduale, ma virtuoso e irreversibile. La miopia politica di PdL e Lega Nord ci riporta indietro di anni e anni, riconsegnando il trasporto pubblico alla sola fruizione da parte degli studenti e degli anziani. Una deriva assistenzialistica che tradisce lo spirito autentico di LiberoBus, che era al contrario quello di riportare sui mezzi pubblici quella vastissima fascia di popolazione che per molte e diverse ragioni non ne faceva uso. Ora attendiamo che la Giunta riduca almeno di un punto l’addizionale Irpef, visto che era stata portata dallo 0,1% allo 0,3& nel 2007 proprio per finanziare l’abbonamento di municipalità di LiberoBus.

Scardinato il disegno del nuovo teatro nel cuore di Intra, azzerata l’esperienza di LiberoBus, ucciso in culla il Progetto CO2ZERO e il bike sharing, impantanato l’iter per il primo lotto della circonvallazione: tassello dopo tassello, prende forma il cambiaverbania per sottrazione dell’era Zacchera.

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