LIBEROBUS: LO TENGO NON LO TENGO…..

“Contro LiberoBus si è scagliato Roberto De Magistris, Consigliere della Lega Nord” [da “La Stampa”, 5 aprile 2009]. Abbiamo riprodotto questo ormai vecchiotto titolo de “La Stampa” perché è bene mantenere viva la memoria dei cittadini. De Magistris, attuale vicesindaco, è stato uno dei più fieri avversari dell’iniziativa di LiberoBus, avviata nel maggio 2007 dall’Amministrazione di Centrosinistra. Divenuto il leghista componente della Giunta con la delega al Trasporti Pubblici, temevano che il bellicoso proclama divenisse immediatamente realtà: così almeno avrebbero imposto la coerenza dei comportamenti e il rispetto degli impegni assunti. Fortunatamente così non è stato: prorogato da giugno a dicembre 2009, LiberoBus VIENE ulteriormente prorogato dalla Giunta di qualche mese. In attesa che De Magistris, il sindaco, la maggioranza e chissamai decidano cosa fare di un servizio che è unico in Italia, studiato e invidiato da molti Comuni e intensamente utilizzato dai Verbanesi.

Per un costo medio di 29 € annui per contribuente, LiberoBus garantisce a tutti i Verbanesi l’utilizzo gratuito in città dei bus, degli scuolabus, del trasporto scolastico per gli alunni di Medie e Superiori e di City Bus, il servizio di bus a chiamata per chi abita in frazioni periferiche. Destra e Lega Nord lo vorrebbero eliminare, ma più passa il tempo più essi stessi smarriscono le ragioni di questo dispetto che vorrebbero infliggere alla città. E infatti prorogano.

Eppure qua e là dei conciliaboli di Giunta qualcosa è trapelato. LiberoBus potrebbe essere mantenuto per i giorvani sino a una certa età (20/25 anni?) e per gli anziani a partire da un’altra certa età (60/65 anni?); magari con qualche limite di reddito e facendo la fila in Comune con Ise, 730, Cud, Stato di Famiglia ecc. ecc. Se così fosse, addio LiberoBus: saremmo di fronte a un’iniziativa di tipo socio-assistenziale riservata a fasce anagraficamente e socialmente “deboli” e verrebbe meno l’obiettivo, che stiamo invece gradualmente conseguendo, di portare sui mezzi pubblici i Verbanesi di ogni età e di ogni condizione socio-economica La sfida cesserebbe di essere culturale (cambiare la abitudini della mobilità cittadina, favorire il ciclopedonale e il trasporto pubblico, alleggerire il traffico, migliorare l’ambiente…) e si tornerebbe in un batter d’occhio ai mezzi pubblici utilizzati esclusivamente da ragazzi sotto i 18 anni, da persone anziane e povere, da persone in possesso della tessera gratuita per invalidità, da “portoghesi professionali”. Ovvero, la negazione di LiberoBus e uno straordinario contributo alla “ghettizzazione” del trasporto pubblico, considerato come forma di mobilità residuale per coloro che non possono permettersi il mezzo privato.

Confidiamo che il buon senso possa ancora prevalere. E che le due proroghe sinora deliberate altro non siano che il preludio al mantenimento definitivo di un servizio che è uno dei tanti fiori all’occhiello meritatamente conquistati dalla nostra città.

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