MENO ALLOGGI, PIU’ UFFICI: LA POLITICA DELLA CASA AI TEMPI DELLA DESTRA

Piccola puntualizzazione per non dimenticare: il Centrosinistra aveva destinato lo stabile attiguo al Municipio ad alloggi “sociali”; arrivano Destra e Lega Nord e il 33% degli alloggi diventano uffici.

Durante il ciclo amministrativo 2004-2009 la Giunta di Centrosinistra aveva avviato e progettato con Atc e le cooperative edilizie alcuni importanti interventi di edilizia residenziale pubblica e di edilizia residenziale convenzionata: nell’area Peep della Gabbiane a Trobaso 40 appartamenti (metà Atc e metà Coop. Edificatrice Tre); al piano terra dell’ex Cucirino di Renco 12 alloggi per anziani e persone con difficoltà motorie (finanziamento prevalente di Atc); nello stabile di proprietà comunale alle spalle del Municipio di Pallanza (in via San Carlo) altri 12 alloggi (finanziamento prevalente Atc). Si tratta di un incremento superiore al 10% del patrimonio residenziale pubblico cittadino, che oggi assomma a circa 600 alloggi. Inoltre, con due Cooperative edilizie era stata avviata la progettazione e l’acquisizione delle aree della seconda (e ultima) area Peep (Piano Edilizia Economica e Popolare), quella di Fondotoce.

Tutti questi interventi sono stati portati alla fase esecutiva e uno (Gabbiane) è già da tempo in fase di realizzazione; a buon punto dovrebbero essere le procedure per l’avvio dei lavori all’ex Cucirini, mentre l’intervento in via San Carlo presenta delle novità, a nostro parere assai negative. Proprio inn questi giorni infatti la Giunta ha deciso di “rimodulare” l’intervento, riducendo da dodici a otto il numero di alloggi da assegnare in base alle graduatorie delle cosiddette “case popolari”. L’eufemistica “rimodulazione” è stata avviata perché il Comune avrebbe bisogno di altri uffici. La giustificazione non regge: nelle diverse sedi comunali (municipio, ex scuola “Fermi”, Ufficio Tecnico) gli spazi non mancano e nel decennio 2000-2009 sono stati ricavati numerosi nuovi uffici. Basti pensare alla “Fermi”, all’ampliamento dell’Ufficio Tecnico, al recupero del terzo piano dell’ala posteriore del municipio. Ma, si sa, gli uffici non bastano mai, soprattutto quando proliferano gli assessori, mai cos’ numerosi come oggi.

Ecco quindi la decisione di sacrificare quattro alloggi per fare uffici. In tempio in cui si fa un gran parlare (e basta) di “spesa sociale”, di “emergenza abitativa”, di “fame di alloggi”, di “sostegno all’affitto”, questa scelta farà molta, molta fatica ad essere compresa.

 

Questa voce è stata pubblicata in Sanità e Politiche Sociali. Contrassegna il permalink.