NEL DOCUMENTO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE LA VERITA’ SUL “MAGGIORE”

Al termine della lunga e improduttiva seduta straordinaria di Consiglio Comunale chiesta dai gruppi di minoranza per discutere di CEM/Maggiore, l’assemblea di palazzo Flaim approva il documento proposto dal PD verbanese che per la prima volta fissa i punti fermi di una gestione (quella, appunto, del Cem/Maggiore) che già si rivela devastante dal punto di vista economico-finanziario. Le ragioni di questo esito, largamente prevedibile e largamente previsto, risiedono nel fallimentare Piano di Gestione elaborato dall’allora Maggioranza destro-leghista, la cui approvazione nel novembre 2011 ha costituito il passaggio normativo indispensabile per dare avvio alla realizzazione dell’opera. Nulla di quel Piano ha trovato coerente attuazione nei contenuti tecnico-progettuali del CEM: non il segmento della convegnistica/congressistica, non il segmento della ristorazione/bar/spiaggia, non il segmento dell’attività culturale propriamente detta. Ed ora il Comune si trova tra le mani l’enorme manufatto nato alla foce del San Bernardino senza alcuna logica di programmazione e di gestione.

Qui di seguito il testo integrale del documento elaborato dal PD verbanese e approvato il 6 giugno dal Consiglio Comunale.

Premesso che entro dicembre 2015 si sono conclusi i lavori per la costruzione del Centro Eventi Multifunzionale e sono state rilasciate le certificazioni di legge;

Rilevato che le caratteristiche edilizie ed impiantistiche della struttura sono incompatibili con le previsioni del Piano di Gestione approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 113/2011, ed in particolare:

  • non è realizzabile alcuna attività di convegnistica e di congressistica nei termini indicati dal Piano di Gestione, a causa della radicale inadeguatezza di spazi (la struttura, oltre al teatro, dispone di due sole sale: la sala “piccola” di 230 mq e la sala “giovani” di 191 mq; ad esse si aggiungono cinque piccole “sale prove” per totali 110 mq); il Piano di Gestione prevedeva l’affidamento a privati di questo segmento d’impresa con fatturato già al primo anno di attività stimato in € 344.000 per 74 eventi/convegni, con progressiva crescita a oltre € 1.000.000 al 19 anno di attività e canone annuo iniziale per l’Amministrazione stimato in € 72.000;
  • non è realizzabile l’affidamento a privati delle attività di ristorazione/bar/gestione spiaggia e foyer giovani ai valori di canone per l’Amministrazione previsti nel Piano di Gestione (81.000 €), come documentato dall’assenza di offerte alle due gare bandite nei mesi scorsi dall’Amministrazione Comunale a canone decrescente (€ 90.000 ed € 50.000)
  • non ha alcuna attendibilità gestionale e finanziaria la previsione del Piano per le attività culturali a gestione diretta del Comune, che stima in € 530.000 i costi complessivi e in € 227.000 i ricavi complessivi, dando atto che la differenza di € 302.000 risulta coperta per € 280.000 da risorse già disponibili nel Bilancio e fissando di conseguenza in disavanzo di gestione di tutta la struttura a carico del Comune a € 23.000;

Preso atto

  • che l’Amministrazione ha stimato nei mesi scorsi nuovi interventi in conto capitale per completare la struttura e rendere possibile l’avvio delle solo attività culturali per quasi € 1.100.000, cui s’aggiunge la cifra già stanziata a bilancio di € 1.800.000 per la costruzione del parcheggio ex gasometro a servizio della struttura, non previsto nel progetto iniziale del CEM;
  • che l’Amministrazione ha stimato in € 200.000 per l’anno in corso il budget affidato alla direzione artistica del “Coccia” per la contrattualizzazione degli artisti e degli spettacoli previsti negli spazi interni ed esterni del Maggiore;
  • che l’Amministrazione ha stimato in almeno € 500.000 su base annua i costi di gestione ordinari e correnti della struttura;
  • che l’Amministrazione ha stimato a Bilancio 2016 entrate complessive dalla gestione del Maggiore per circa € 280.000 (€ 80.000 da biglietti per spettacoli teatrali, musicali e cinematografici; € 130.000 da possibili sponsorizzazioni; € 15.000 da affitto sale; € 50.000 da Fondazione bancaria);
  • che in base ai dati sopra riportati nell’anno 2016 per la gestione del Maggiore si ipotizza un disavanzo in parte corrente non inferiore a € 400.000 e costi non ripetibili di start-up di € 150.000 circa;

Considerato

  • che i contenuti economico-finanziari del Bilancio 2016 relativo alla gestione del Maggiore sono completamente diversi da quelli del Piano di Gestione approvato dal Comune di Verbania con deliberazione di Consiglio Comunale n. 113 del 25 novembre 2011, che costituisce il presupposto giuridico-amministrativo attraverso cui si è proceduto alla realizzazione della struttura;
  • che la radicale discrepanza tra le previsioni della gestione approvate nel 2011 e la realtà della gestione del primo anno di attività impongono all’Amministrazione di individuare soluzioni gestionali in grado sollevare il Comune da un disavanzo strutturale che potrebbe attestarsi a mezzo milione di euro all’anno

IMPEGNA LA GIUNTA COMUNALE

– a perseguire il progetto di costituzione di una Fondazione alla quale affidare la gestione complessiva della struttura, all’interno della quale coinvolgere sia soggetti pubblici istituzionali di rilevanza provinciale e regionale sia soggetti privati espressione del mondo dell’impresa, delle fondazioni bancarie e delle associazioni di categoria e di animazione culturale;

– a coinvolgere in maniera sistematica e continuativa il Consiglio Comunale, attraverso la competente Commissione consiliare, in tutte le fasi del processo di costituzione della Fondazione.

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