PIAZZA F.LLI BANDIERA E 40 ANNI DI SASSONIA di Claudio ZANOTTI

Nell’arco di un triennio (2019-2021) il Comune prevede di realizzare la riqualificazione di piazza F.lli Bandiera investendo – tra risorse comunali (38%) e auspicate ma non certe risorse regionali (62%) – la rilevantissima cifra di 7,4 milioni di euro. L’imponenza della spesa e il carattere urbanisticamente strategico dell’area richiedono forse qualche riflessione.

La fase conclusiva del ciclo amministrativo comunale 2014-2019 è caratterizzata dall’emergere di delicate e importanti questioni di rilievo urbanistico-edilizio. Del caso Acetati abbiamo avuto già occasione di parlare. Poco o nulla invece si è detto sul progetto definitivo di un primo lotto funzionale relativo alla riqualificazione di piazza F.lli Bandiera a Intra.

Dovrebbe trattarsi, per quello che si è finora saputo (ed è poco), della realizzazione di un piano interrato a parcheggio per 80 posti-auto, con il successivo ripristino del piano stradale preesistente per la sosta e la viabilità. Il costo è stimato in 2,7 milioni, da finanziare con un mutuo interamente a carico del Comune. Questo primo lotto trae origine da un progetto di riqualificazione complessiva della piazza presentato pubblicamente un paio di anni fa, il cui rendering  fotografico può essere visionato qui; l’area interessata dovrebbe essere quella compresa tra la piastra dell’ex palatenda e la carreggiata a due corsie che porta alla rampa per la strada d’argine. Il progetto presentato due anni fa prevedeva 250 posti-auto interrati e la sistemazione della superficie della piazza a parco urbano, per un costo complessivo allora stimato di 6,7 milioni da recuperare attraverso fondi regionali e/o nazionali.

Ora, le risorse regionali/nazionali non sono state recuperate, ma l’opera (il primo lotto da 2,7 milioni) è stata ugualmente inserita nella proposta di Bilancio Preventivo 2019, caricandone il peso finanziario sul bilancio del Comune. La realizzazione del parcheggio interrato solleva questioni non banali. Vediamole.

Dismissione del pozzo. La realizzazione del primo lotto imporrà la dismissione del pozzo 1 dell’acquedotto,  localizzato proprio in corrispondenza dei previsti lavori a ridosso della rampa che porta sulla strada d’argine. Dismissione  che non sarà facile perché, dopo la contaminazione (benzene ed etere diisopropilico) e successiva chiusura del pozzo 9 a S. Anna da parte di Acetati nel 2012, Acqua Novara VCO potrebbe considerare il pozzo 1 molto importante per garantire l’approvvigionamento idrico della città.

Ottimizzazione dei lavori. In considerazione della presenza nel sottosuolo a una profondità molto limitata della falda alimentata dal lago, il frazionamento in due lotti del progetto originario rende verosimilmente necessaria – oltre alle indispensabili opere di impermeabilizzazioni – la formazione di un diaframma impermeabile intermedio  che dovrà poi essere smantellato per realizzare il secondo lotto.

Costo posti-auto. Il costo unitario a posto macchina si attesterà a non meno di 35.000 €, una cifra nettamente superiore ai costi standard abituali per parcheggi interrati (€ 20/25.000) senza un sostanziale aumento degli stessi nella zona, ma con il loro possibile utilizzo durante il mercato sovrastante.

Tempi e sostenibilità finanziaria. Nella documentazione dello schema di Bilancio di Previsione recentemente approvato alla Giunta si legge che il primo lotto (2,7 milioni) sarà finanziato nel 2019 con un mutuo, mentre il secondo lotto (4,7 milioni) è previsto per il 2021 con finanziamento a carico della Regione. Tenuto conto che negli anni scorsi, a causa dei vincoli posti dalla legislazione nazionale sull’indebitamento degli enti locali, il Comune di Verbania non ha sostanzialmente mai fatto ricorso a prestiti bancari, il mutuo di 2,5 milioni per il primo lotto di piazza Flli Bandiera costituisce un fatto politicamente molto rilevante e segnala l’importanza centrale assegnata a quest’opera dall’Amministrazione. Opera “simbolo”, al punto di essere la prima e l’unica in tutto il ciclo quinquennale a godere di un finanziamento a mutuo interamente a carico del Comune. E’ davvero così, anche in considerazione del fatto che la parte più rilevante dell’originario progetto di riqualificazione (4,7 milioni) è rinviata di almeno tre anni e subordinata all’assegnazione di un contributo regionale?

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La Sassonia e la sua piazza. Dunque, nell’arco di un triennio (2019-2021) il Comune prevede di realizzare la riqualificazione di piazza F.lli Bandiera secondo il progetto generale sopra richiamato, investendo – tra risorse comunali (38%) e auspicate ma non certe risorse regionali (62%) – la rilevantissima cifra di 7,4 milioni di euro. L’imponenza della spesa e il carattere urbanisticamente strategico dell’area richiedono forse qualche riflessione.

La trasformazione di piazza F.lli Bandiera costituisce un “nodo” urbanistico da quasi quarant’anni. Da quando cioè il Comune di Verbania, sul finire degli anni ’70, avvia il Piano Particolareggiato della Sassonia: una sorta di “battesimo del fuoco” della pianificazione urbanistica cittadina, in attuazione dell’allora recentissima (e innovativa) legge urbanistica regionale, la L.R. 56/77. Grandi, grandissime le ambizioni. Il Piano Particolareggiato veniva ritagliato su una porzione strategica della città, con due dichiarati obiettivi: riqualificare un patrimonio edilizio di qualità assai discutibile vuoi per le condizioni di fatiscenza di numerosi edifici “storici” (il “casermone”, l’ex macello, i bagni pubblici, le case popolari tra via Roma e via Perassi, ecc.), vuoi per la disordinata “condominializzazione” degli anni ’50 e ’60; costruire una “cerniera urbanistica” nel cuore della geografia urbana di Verbania, unendo S. Anna (si avviava allora il PEEP di quell’area) e Sassonia con opere di elevato impatto anche simbolico: il “terzo ponte” e la destinazione della grande piazza-parcheggio (piazze mercato e F.lli Bandiera) a importanti funzioni direzionali, terziarie e aggregative. L’esito di quello sforzo di progettazione e di pianificazione è oggi sotto gli occhi di tutti: un risultato a luci (realizzato il terzo ponte e migliorata sensibilmente la qualità edilizia di molti edifici, ad esempio) e ombre (disomogeneità dell’edificazione a causa della parcellizzazione delle unità minime di intervento e mancato spostamento del baricentro socio-economico di Intra dal centro storico in direzione del San Bernardino, ad esempio), che non si intende in queste sede analizzare compiutamente.

Tra le “ombre” di quell’ambizioso Piano possiamo tranquillamente annoverare la mancata trasformazione della piazza F.lli Bandiera. Chi ha qualche anno in più e conserva memoria della vita amministrativa degli scorsi decenni ricorderà il succedersi di diverse proposte: la nuova sede delle Poste; l’edificio polifunzionale progettato dall’archistar (dell’epoca) Aldo Rossi per conto della società pubblico-privata Fin.Ver., partecipata dal Comune; la realizzazione di quattro edifici residenziali architettonicamente integrati; la costruzione di una “quinta” edificata sul lato verso il fiume per “chiudere” la piazza sul lato ancora oggi aperto. Tra il 2002 e il 2009 prese finalmente forma – al termine di un esteso, diffuso e qualificato dibattito cittadino di cui gli archivi della stampa locale conservano ampia e documentata traccia – l’idea di un importante spazio socio-culturale, incardinato sul nuovo teatro progettato da Arroyo, sul recupero a funzioni pubbliche dell’ex Camera del Lavoro, sull’ampia piazza compresa tra i due edifici e sulla vicina nuova sede del Museo del Paesaggio (ex casa Ceretti), e strettamente raccordato con il quartiere di S. Anna attraverso il terzo ponte e con lo spazio a lago dell’arena attraverso la passerella pedonale a valle del ponte stradale. La traslazione del teatro al posto dell’arena, la rimozione del palatenda e l’abbattimento dell’ex Camera del Lavoro hanno invece riaffermato il destino di quello spazio come mera area di sosta, nonostante qualche bislacca ipotesi (la nuova sede di Asl e Consorzio Servizi Sociali, un mercato coperto, un farmer market) repentinamente tramontata.

Proprio in considerazione della ricchezza, della complessità e della lunga durata del dibattito cittadino sulla destinazione di questa piazza, suscitò sorpresa mista a un po’ di sconcerto la decisione – presa “in solitaria” dall’Amministrazione pochi mesi dopo le elezioni del 2014 – di bandire un concorso d’idee per realizzare nel sottosuolo della piazza box auto da vendere a privati, riservando a usi pubblici l’area in superficie. La cosa prese poi un andamento “carsico” sino a quando, all’inizio del 2017, venne presentato pubblicamente un’ipotesi progettuale con annesso rendering nella quale, stralciata la previsione di box da vendere a privati, si prevedeva la realizzazione nel sottosuolo di posti auto pubblici liberi e a pagamento e in superficie una piazza con arredo anche vegetale. Ora, dopo altri due anni “carsici”, la sorpresa di un intervento “spezzato” in due lotti, di cui solo il primo a finanziamento certo perché totalmente in carico al Comune.

E si chiuderebbero così quarant’anni di intenso dibattito.

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