“STORIA DI UN UOMO BUONO”

Resta vivida e intatta in coloro che lo hanno conosciuto e frequentato la memoria di Sergio Bocci, che con Giuseppe Lomazzi è stato anima e leader della DC verbanese negli anni ’70 e ’80. Lo ricordiamo a vent’anni dalla morte con le parole con le quale fu allora commemorato in Consiglio Comunale.

Nell’aprile del 1991 moriva, a 49 anni, Sergio Bocci. Le ore di quella giornata restano scolpite con impressionante nitidezza nella memoria di coloro che lo hanno conosciuto, frequentato, amato. Sergio era ricoverato da due mesi a Milano per un improvviso e grave attacco cardiaco, che lo aveva colpito nel febbraio di quell’anno, pochi mesi dopo l’esaltante e sfortunata campagna elettorale per le “Comunali” del maggio 1990, quando la DC verbanese gli chiese di essere ancora una volta il capolista dello scudo crociato e lo propose – con una scelta ante litteram, che anticipava nei fatti l’elezione diretta introdotta per legge nel 1993 – come sindaco della città. Fu un trionfo personale ineguagliato, con oltre 1.600 voti di preferenza; ma non bastò a farlo diventare sindaco.

Chi scrive queste poche righe deve moltissimo a Sergio, a partire dal primo “attacchinaggio” notturno di manifesti elettorali qualche settimana prima dell’esame di maturità. Ed è per questa ragione che oggi, a vent’anni dalla scomparsa, ho creduto fosse giusto ricordarlo, consegnando ai lettori di questo foglio le parole con le quali in una sera dell’aprile di vent’anni fa – capogruppo della Dc – lo ricordai prendendo ufficialmente la parola in Consiglio Comunale. Le potete leggere cliccando qui: Memoria di Sergio Bocci-aprile 1991.

In quegli anni un gruppo di (allora!) giovani militanti della sinistra Dc pubblicava mensilmente lo spartano periodico VERBANIACINQUANTA. Politica e Società. Il titolo del numero di maggio, dedicato alla memoria di Sergio, era “Storia di un uomo buono”. Vent’anni dopo, sedimentate le emozioni e compiutamente misurato il valore delle azioni, per noi che abbiamo avuto il privilegio di condividerne le idealità e la militanza politica, Sergio Bocci è stato davvero, innanzitutto, prima di tutto, un uomo buono.

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