VIDEOGIOCHI. E’ TEMPO DI PASSARE AI FATTI

Il Consiglio Comunale approva un Ordine del Giorno contro la proliferazione dei videogiochi e delle “macchinette mangiasoldi”. Ma intanto è trascorso più di un anno dalla sentenza del Tar e non s’è visto nulla.

Il ritorno delle sedute di Consiglio Comunale a Palazzo Flaim ha coinciso con la discussione di un Ordine del Giorno sulla vexata quaestio dei videogiochi e della loro auspicata regolamentazione. Il dibattito è stato arricchito da interventi di qualità (su tuti, quello del dr. Mauro Croce), ma ha fatto emergere ancora una volta l’ambiguità e la debolezza dell’azione amministrativa della Maggioranza PdL/Lega Nord.

Come i nostri lettori sanno (leggi qui), la vicenda è “vecchia” di oltre un anno, quando il Tar sentenziò che il Regolamento approvato nel 2005 dal Consiglio Comunale era illegittimo, almeno nella parte in cui imponeva delle fasce orarie in cui la macchinette mangiasoldi dovevano essere disattivate. La Giunta PdL/Lega Nord dopo quella sentenza non ha fatto nulla e la questione è tornata prepotentemente alla ribalta mediatica dopo un “pezzo” di Gian Antonio Stella in prima pagina sul Corriere della Sera (leggi qui). Articoli, prese di posizione, appelli, denunce accorate, ordini del giorno. E così si è giunti al dibattito di lunedì scorso, al termine del quale è stato votato un documento d’intenti con cui s’impegna la Giunta a fare qualcosa. Il sindaco ha poi affermato che, “forte del mandato politico ottenuto dal Consiglio Comunale”, l’Amministrazione farà qualcosa.

Io invece in tutta questa storia faccio fatica a vedere altro che debolezza e ambiguità. La Giunta di Centrosinistra, insediatasi nel luglio 2004, impiego meno di un anno per portare all’approvazione del Consiglio Comunale un Regolamento che divenne negli anni successivi un punto di riferimento ripreso da molti altri Comuni italiani. E sette anni fa la sensibilità e la preoccupazione dell’opinione pubblica erano molto minori di oggi, perchè la dipendenza da gioco non aveva ancora dispiegato tutte le conseguenze negative ora ben evidenti. E quel Regolamento – è bene non dimenticarlo – non fu votato dai Gruppi Consiliari di Forza Italia, di Alleanza Nazionale e della Lega Nord, allora all’opposizione (leggi qui).

E’ mai possibile che l’attuale Amministrazione abbia lasciato trascorrere più di un anno dalla sentenza del Tar, senza fare o proporre nulla? Era davvero indispensabile attendere il “forte mandato politico” contenuto in un Ordine del Giorno per iniziare ad agire? Il Centrosinistra il “forte mandato politico” lo aveva già espresso senza ambiguità e reticenze ben sette anni prima, nel maggio 2005, votando in solitudine il Regolamento poi disapplicato dal Tar. Chi deve convincersi della bontà di una regolamentazione sono i partiti che allora s’erano astenuti o, addirittura, avevano votato contro: Popolo della Libertà e Lega Nord.

Meno carte, meno scenografiche passerelle oratorie, più sostanza amministrativa. Adesso che anche Destra e Lega si sono convinti della necessità di una regolamentazione (e forse anche della scarsa lungimiranza di certe proposte di legge per l’istituzione di un Casinò locale…), bisogna mettersi a lavorare. Mettere a punto una bozza di nuovo Regolamento, portarlo in Commissione, arricchirlo con il contributo dei Gruppi consiliari, approvarlo in Consiglio Comunale

 

Siamo in ritardo di oltre un anno e non c’è altro tempo da perdere.

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