VILLA POSS. ARRIVA LA SOPRINTENDENZA

I Beni Culturali frenano sull’ipotesi del’arch. Thun, che prevede 85.000 mc contro i 15.000 del Piano Regolatore. Moderare gli entusiasmi propagandistici e lavorare sui progetti già esecutivi (ex Colonia Motta) o già presentati (ex Eden).

Dopo un paio di approfondimenti in Commissione Urbanistica (cfr. i numeri di VERBANIASETTANTA di maggio), il progetto (ma in realtà abbiamo scoperto che non si tratta di progetto ma di “ipotesi”) dell’architetto Thun su Villa Poss è stato oggetto di un sopralluogo della Sovrintendenza ai Beni Culturali del Piemonte. Come è noto, l’ipotesi prevede la realizzazione di 85.000 mc (73.000 di albergo e residence e 12.000 di seconde case), mentre il Piano Regolatore Generale fissa in 15.000 i mc ammessi, un volume pari a quello esistente. La distanza è abissale e dunque non stupisce che la Sovrintendenza durante il sopralluogo abbia tirato assai il freno.

La cosa, politicamente rilevante, è stata ripresa sul sito del Gruppo consiliare di minoranza Cittadini con Voi, che ha invitato l’Amministrazione “a riflettere” dopo “troppo entusiasmo”. Al che, l’assessore all’Urbanistica ha risposto smentendo di avere mai coltivato “entusiasmi” per il progetto/ipotesi di Thun e di essersi limitato a chiedere ai gruppi consiliari e alle forze politiche “non di formulare un proprio parere sull’ipotesi Thun…….bensì di esprimere eventuali pregiudiziali in proposito”.

Può essere che l’assessore non abbia espresso particolare entusiasmo, ma è certo che appena l’ “ipotesi Thun” è apparsa all’orizzonte del dibattito politico-amministrativo cittadino (e prima ancora che venissero formulate dai Gruppi Consiliari valutazioni in proposito), il sindaco in prima persona e qualche altro zelante supporter non hanno esitato a usare sui giornali toni “entusiasti”, annunciando di avere finalmente avviato il recupero urbanistico di Villa Poss, di avere dato una risposta fondamentale alla vocazione turistica della città, ecc. ecc.

Dunque, l’invito a moderare l’ “entusiasmo” era più che giustificato. Tanto più che non mancano certo i “tavoli di lavoro” per il Comune: il progetto dell’ex Colonia Motta (questo sì davvero esistente e approvato dal Centrosinistra in Consiglio Comunale nel 2007, con tanto di contratto firmato dalla proprietà e garantito nella sua esecuzione da una fideiussione) può realizzarsi da subito e sa fra tre anni non si sarà dato avvio ai lavori, il Comune potrà addirittura escutere la fideiussione; il progetto di recupero dell’ex Eden, costruito durante l’Amministrazione di Centrosinistra e presentato ufficialmente dalla proprietà al Comune prima delle ultime elezioni comunali, nell’aprile 2009, attende di essere esaminato dalla Commissione Urbanistica per poter poi procedere con l’approvazione in Consiglio Comunale dello Strumento Urbanistico Esecutivo.

Meno dichiarazione ai giornali, meno entusiasmo di maniera, meno logorrea. E più voglia di lavorare: ex Colonia Motta ed ex Eden sono ad uno stadio di esecuzione incomparabilmente più avanzato di Villa Poss. Poi, con calma, ci occuperemo anche di quest’ultima.

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