ALLARMISMO, ALLARMISMO!!l

PdL e Lega Nord bacchettano gli “allarmisti” che denunciano il rischio di depauperamento della nostra sanità provinciale. Ma i fatti si incaricano di dimostrare che un po’ di allarme forse non è del tutto ingiustificato!

Sulla “questione Sanità”, che torna prepotente ad animare il dibattito politico-amministrativo locale, Popolo della Libertà e Lega Nord stanno facendo grande confusione e preparano il terreno per scelte dannose come quelle compiute dalla Giunta regionale Ghigo tra 2000 e 2002. Escono le linee-guida del nuovo Piano Sanitario Regionale e l’Ordine dei Medici mette subito in allarme il territorio sul rischio che i nostri ospedali vengano declassati a nosocomi di fascia “C”, con relativa perdita del Dea. Zacchera rilancia l’allarme, cercando di far credere ai cittadini di non aver nulla a che fare con quei politici (De Magistris, Marinello, Cattaneo, Zanetta, Nobili, Montani…) che a Torino con Cota stanno riscrivendo (malissimo) la sanità regionale e provinciale. E invece c’è dentro fino al collo e oltre.

Marinello e De Magistris bacchettano pubblicamente Zacchera dandogli dell’”allarmista”. Cattaneo su Eco Risveglio risparmia per una volta il compagno di partito, ma se la prende con il Presidente dell’Ordine dei Medici, Passerini, accusato di “allarmismo esagerato”. Poi arriva il capogruppo Pd in Regione, Aldo Reschigna, reduce dalla Commissione Consiliare competente, che annuncia: “l’assessore alla sanità Caterina Ferrero ha reso noto il riparto dei 50 milioni destinati all’edilizia sanitaria nel 2011. Le risorse andranno a Biella, Verduno, Torino e Novara. Non una lira per il Vco e per la seconda ala del San Biagio di Domodossola, nonostante da un anno sia fermo in assessorato il progetto esecutivo e si attendeva solo lo stanziamento dei 20 milioni di euro necessari per la realizzazione”.

Sono notizie come queste che ci rendono sospettosi e preoccupati. Si passano le settimane a sbandierare le magnifiche sorti e progressive dell’”autonomia”, della “specificità montana”, del “trasferimento di risorse e competenze” e poi si scopre che i servizi socio-sanitari, che sono di esclusiva competenza regionale, vengono definanziati e declassati. Dobbiamo tutti vigilare con la massima attenzione, perché s’annunciano tempi grami e difficili.

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