CARLO ALBERTI, UNA CITTA’, LE SUE LIBRERIE di Giovanni B. MARGAROLI

Carlo Alberti era di una razza oramai in via di estinzione, imprenditore sveglio e coraggioso ma conscio del ruolo di mediatore sociale e culturale che il libraio e l’editore locale doveva svolgere, perché parte integrante della mission (come si direbbe oggi), e pilastro del mestiere.

Mentre assistevo al funerale di Carlo Alberti ho ripercorso mentalmente alcuni momenti della storia di questa presenza imponente in città e nella vita della mia famiglia.

Quando comprammo la nostra libreria, esattamente 50 anni fa, indebitandoci oltre il ragionevole per ingenuità e inesperienza, Carlo Alberti era un uomo maturo ed esperto, un esempio da imitare e il concorrente da battere per sopravvivere.

Quasi subito gli eventi del tempo ci spinsero a caratterizzarci su posizioni diverse, lui saldo baluardo della classe dirigente colta e conservatrice della città, noi riferimento culturale e fisico (davanti al Cobianchi) del disordinato, appassionato, velleitario e anche giocoso dibattito che agitava il mondo giovanile.

Questa polarizzazione (per quanto sempre più irriconoscibile nei suoi attributi) ci rimase un po’ attaccata alla pelle in tutti gli anni futuri, nell’attività della libreria e in quella editoriale, un po’ subita è un po’ coltivata, un po’ convinzione un po’ vezzo, un po’ abitudine e un po’ segmentazione del mercato, ma sempre con rispetto reciproco e con una capacità di collaborare che si è poi rafforzata con gli anni e con l’età.

Carlo Alberti era di una razza oramai in via di estinzione, imprenditore sveglio e coraggioso ma conscio del ruolo di mediatore sociale e culturale che il libraio e l’editore locale doveva svolgere, perché parte integrante della mission (come si direbbe oggi), e pilastro del mestiere. Le librerie indipendenti vanno via via scomparendo, con poche eccezioni, tra cui la sua. La loro scomparsa è un impoverimento della comunità non compensato dalla vivacità apparente e dall’apparente democraticità delle nuove modalità di comunicazione.

Alberti era molto consapevole e orgoglioso del suo ruolo e lo ha sempre difeso anche nel corso delle grandi e radicali trasformazioni del mercato del libro. Per questo mi piace pensare che come me si sia rallegrato che due ragazzi abbiano aperto una nuova libreria a Pallanza. Anche loro, come noi, siamo un po’ figli e nipoti suoi.

 

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