TAGLI AL “SOCIALE”: IL COMUNE RESTA A CASA di Diego BRIGNOLI

La Regione taglia centinaia di migliaia di euro per i servizi sociali nel VCO. La protesta va in piazza a Torino, ma la Giunta Zacchera fa finta di niente e resta a casa.

Apprendo dai giornali (“La Stampa” 10 settembre 2011) che il Comune di Verbania non sarà in piazza a Torino a protestare contro gli annunciati tagli alle politiche sociali e ne prendo atto. Mi permetto alcune considerazioni in merito. Vi è piena consapevolezza che in un momento di crisi molte cose dovranno cambiare e che alcuni tagli sono indispensabili: lo sanno bene soprattutto gli amministratori dei consorzi socio assistenziali che  si sono visti azzerare le indennità, gli operatori (dipendenti e soci di cooperative) preoccupati per l’incerto futuro, gli utenti che vedono il rischio concreto di subire una drastica diminuzione dei servizi a loro rivolti. Il tutto accompagnato da una situazione di ormai permanente incertezza sul futuro degli stessi enti gestori e su chi gestirà i servizi.

Paure e timori sempre più concreti: si prevede che il Consorzio del Verbano subirà quest’anno un taglio di 120.000  euro, l’intera provincia di 355.000. L’anno prossimo sarà ancor peggio. Il Consorzio dell’Ossola ha già dovuto tagliare dei servizi, l’anno prossimo anche noi saremo costretti a farlo. Insomma il rischio è che a pagare il conto di questa crisi (caduta dal cielo come una condanna divina?) siano come al solito i più deboli, i più fragili, coloro che maggiormente hanno bisogno. Basta leggere i quotidiani. Di questi giorni i problemi riguardo l’assistenza scolastica ai disabili: aumentano i disabili nelle scuole, crescono le richieste, con tutta la buona volontà non riusciamo a far fronte a tutte e se le risorse diminuiscono ulteriormente cosa accadrà in futuro?

Per questi motivi gli Enti Gestori del Piemonte, gli Amministratori di tanti Comuni, le Famiglie, gli Operatori Sociali, le organizzazioni Sindacali, le Associazioni di volontariato hanno promosso la manifestazione di martedì 13 settembre a Torino. Un modo per dar voce anche a chi voce non ha. Come presidente del Consorzio dei Sevizi Sociali del Verbano sono quotidianamente investito dalle domande, dalle paure, dalle incertezze che assillano operatori, cittadini e utenti e  ho ritenuto opportuno indirizzare  a più persone possibile una lettera  che invitasse a partecipare alla manifestazione di Torino e soprattutto a sostenere un sistema di politiche sociali che rischia di non avere futuro.

L’ha fatto personalmente, lo ripeto, perchè questo credo sia il dovere di un presidente. C’è da esserne stupiti?

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