UN’AZIONE IN TRE MOSSE CONTRO LA “PROPOSTA INDECENTE” DI CIRIO E PREIONI di Claudio ZANOTTI

Dopo la sortita del duo Cirio-Preioni è necessaria un’azione politica risolutiva dell’Assemblea dei Sindaci dell’Asl articolata in tre passaggi: rigetto integrale della proposta della Regione; individuazione di un’area baricentrica idonea scelta fra i tre siti già ora disponibili e potenzialmente adatti; indizione di un referendum provinciale nel caso in cui la Regione persistesse nella sua sciagurata decisione. 

A una settimana dalla formalizzazione da parte del duo Cirio-Preioni della scelta peggiore in materia di sanità provinciale, l’opinione pubblica vive una fase di altissima fibrillazione: si susseguono le prese di posizione di partiti e di amministratori contro l’ospedaletto spoke cardine nella piana tra Villadossola e Domodossola e il declassamento del “Castelli” a (transitorio) nosocomio territoriale di prossimità. A dar manforte a questa opposizione, il variegato mondo social con la creazione di affollatissimi gruppi pro Castellipro ospedale baricentrico.

In attesa che alla sacrosanta indignazione e all’esegesi forsennata e inutile del concetto di “baricentrico” (questione ormai risolta in via definitiva da Roberto Negroni qui) si affianchi un ragionamento politico in grado di neutralizzare la sciagurata decisione destro-leghista, ci permettiamo di suggerire un’azione articolata in tre passaggi.

Primo passaggio. Dopo l’irrituale e scenografica sortita al Tecnoparco di venerdì 25 ottobre è necessario ricondurre la questione dell’ospedale nuovo/unico entro i luoghi istituzionalmente deputati a esprimere una posizione, ovvero la Rappresentanza e l’Assemblea dei Sindaci dell’Asl 14. Una posizione forte, inequivoca e ormai indifferibile, che si sostanzi nell’approvazione di una deliberazione di totale rigetto della soluzione (?) presentata al Tecnoparco della Regione Piemonte per le molte e fondate ragioni che in questi giorni sono state riproposte da amministratori, forze politiche, Consigli Comunali, associazioni di categoria e operatori del settore sanitario. Un atto deliberativo in questi termini con il voto dei Comuni del Verbano, del Cusio e della Bassa Ossola rappresenterebbe un insuperabile punto fermo di cui la Regione non potrebbe non tenere conto quando si accingesse a formalizzare con atto deliberativo e/o tecnico-amministrativo il progetto illustrato la scorsa settimana .

Secondo passaggio. Come atto coerentemente conseguente all’assunzione di una deliberazione di totale rigetto, l’Assemblea dei Sindaci dovrebbe valutare l’opportunità di formalizzaare l’avvio di un procedimento amministrativo per l’individuazione di un’area idonea alla realizzazione di un ospedale unico provinciale spoke di primo livello (350 posti letto) attraverso l’approntamento di uno studio di fattibilità che – nel rispetto delle procedure previste dal Codice degli Appalti (cosa purtroppo non fatta nel caso del progetto insostenibile di Ornavasso-collina) – metta a confronto più siti potenzialmente adatti (zone pianeggianti collocate nel baricentro demografico della provincia) e indichi il migliore sulla base di parametri come: 1) l’accessibilità viabilistica e con mezzi pubblici; 2) i vincoli geologico-ambientali e le condizioni urbanistiche; 3) le condizioni morfologiche, geotecniche e costruttive; 4) i costi.

E tre siti  potenzialmente adatti sono già stati proposti nelle scorse settimane. I sindaci di Verbania e di Gravellona Toce hanno messo a disposizione due aree nei rispettivi Comuni: quella tra Fondotoce e Gravellona compresa tra Gran Casa Cusiana Metalli e quella nel Piano Grande tra Gravellona e Feriolo poco oltre l’imbocco della nuova galleria per Omegna. Il sindaco di Ornavasso ha invece ipotizzato l’utilizzo di un’area pianeggiante lungo il Toce in direzione Gravellona. Si realizzi rapidamente uno studio di fattibilità mediante comparazione tra questi tre siti e, in base ai parametri suindicati, si individui quello più idoneo da proporre alla Regione. Lì potrà sorgere il nuovo ospedale spoke della provincia.

Terzo passaggio. Se, a fronte dell’individuazione da parte dell’Assemblea dei Sindaci dell’area più idonea fra le tre proposte, la Regione mantenesse ferma la proposta di ospedale provinciale tra Villadossola e Domodossola, procedere all’indizione di un referendum provinciale per sciogliere in via definitiva il nodo della localizzazione, chiedendo alla popolazione del Vco di scegliere tra la proposta della Regione (ospedaletto spoke nella piana tra Villa e Domo e ospedaletto di prossimità al “Castelli”) e quella dell’Assemblea dei Sindaci (ospedale unico spoke da 350 posti nel sito individuato fra i tre potenzialmente idonei di cui al punto precedente).

E’ tempo ormai che la politica torni a farsi carico delle responsabilità che le competono.

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