BEATA GIOVANNINA. DALLA SPIAGGIA ALLE SPIAGGE (*)

Diventa indispensabile programmare e pianificare su un arco temporale medio-lungo una serie di interventi per riconsegnare ai turisti i 12  km di lungolago compresi tra la Riserva di Fondotoce e il Circolo Velico, lavorando a sei progetti, strettamente legati a due presupposti indispensabili come la progressiva pedonalizzazione (parziale e totale) di tutta la fascia a lago e la riqualificazione delle pavimentazioni e dell’arredo urbano e vegetale

La questione oggi risollevata sull’area attrezzata a lago della Beata Giovannina offre l’opportunità di elaborare un ragionamento complessivo sulle zone balneabili della città.

Un’ area di libero accesso. Sul caso specifico ci preme dire che oggi affrontiamo il tema su un piano completamente diverso rispetto a qualche anno fa, quando per volontà della giunta destro-leghista tutta l’area attrezzata e il pontile d’attracco erano stati affittati a un privato con il divieto di accesso a terzi. Insomma, l’area era stata completamente privatizzata. Oggi invece troviamo un privato che, in un’area di libero accesso per tutti i cittadini, si occuperà della manutenzione ordinaria e offrirà – in uno spazio  demaniale di poco meno di 140 mq avuto in concessione per nove anni – alcuni servizi che possono  migliorarne la fruibilità ; è  previsto l‘insediamento, tramite anche l’uso del pontile d’attracco, di un attività sportiva, lo sci nautico, che potrebbe caratterizzare e quindi valorizzare un accesso a lago  certamente apprezzabile e ben strutturato; inoltre  sarà finalmente predisposto un bagno adatto anche ai portatori di handicap .

Rispetto alle preoccupazioni sollevate da alcuni gruppi politici della minoranza consiliare in merito alla possibile sovrapposizione dell’attività sportiva dello sci nautico con altre discipline che si praticano sul medesimo spazio di lago, in particolare la canoa e il canottaggio, ci pare  dirimente che l’Assessore allo Sport della città, nella persona del Sindaco, promuova un incontro con i rappresentanti delle associazioni sportive interessate al fine di coordinare al meglio di svolgimento di tali attività, concordando  le modalità di
esecuzione delle diverse discipline per evitare ogni possibile reciproca interferenza.

Difficile tuttavia pensare che questa area possa divenire – immediatamente, effettivamente e interamente – balneabile (l’Arpa nel gennaio 2014 l’ha stralciata dall’elenco dei siti balneabili a causa dell’inerzia e del disinteresse del Comune, allora commissariato): la presenza di un pontile d’approdo impone la delimitazione di un corridoio di sicurezza per entrata/uscita delle imbarcazioni che, senza distinzione tra mezzi a motore e non a motore, a fatica potrebbe risultare compatibile con la pratica autorizzata della balneazione sull’intero (e assai limitato) affaccio dell’area, stante le sue ridotte dimensioni  e il fondale a lago che subito sprofonda.

Piano Spiagge della Città. A questo punto però è doveroso richiamare l’attenzione sulla necessità di definire al più presto un “Piano Spiagge della Città” in cui, oltre a porre in evidenza gli effettivi siti che si possono prestare a fruizione balneare libera dei cittadini, vengano previsti gli interventi di riqualificazione e miglioramento di tali aree.

Il fronte lago di Verbania, da Fondotoce fino alla spiaggia del Sasso, presenta numerosi siti con queste caratteristiche, spesso non pienamente curati e non facilmente accessibili. Vanno pertanto programmati interventi di manutenzione, ma soprattutto va definito un chiaro indirizzo urbanistico che permetta di inquadrare ogni accesso al lago secondo caratteristiche precise, all’interno di un fronte lago che dovrebbe rappresentare un elemento di forte attrattività della città. Le Amministrazioni di Centrosinistra hanno progettato e realizzato una prima, importante parte di questa sfida: grazie anche ai finanziamenti regionali per la promozione del diportismo nautico sui laghi (e dunque alla posa di pontili di attracco su affacci a lago riqualificati), tra il 2004 e il 2009 sono state recuperate e riqualificate le spiagge dell’ex colonia solare e del Molinaccio a Suna, l’area della Beata Giovannina, la spiaggia dell’ex Arena alla foce del San Bernardino; inoltre, sono stati posati i pontili d’approdo a Pallanza (di fronte a Europalace) e a Suna (vecchio imbarcadero della N.L.M.). Da allora ad oggi più nulla, se esclude il parziale, incompleto e inutilizzato (mancano gli stalli d’attracco) manufatto in muratura compreso tra lo scivolo d’alaggio attiguo al ristorante “Milano” e il muro nord-est del porto di Pallanza.

In una parola, bisogna riprendere l’idea di un “turismo di lago” come una forma di “turismo di fruizione” teso alla piena valorizzazione del potenziale straordinario rappresentato dal lago e dalle sue sponde verbanesi, novaresi, varesine e ticinesi. Diventa indispensabile programmare e pianificare su un arco temporale medio-lungo una serie di interventi per riconsegnare ai turisti i 12  km di lungolago compresi tra la Riserva di Fondotoce e il Circolo Velico, lavorando a sei progetti, strettamente legati a due presupposti indispensabili come la progressiva pedonalizzazione (parziale e totale) di tutta la fascia a lago e la riqualificazione delle pavimentazioni e dell’arredo urbano e vegetale:

  • un percorso ciclopedonale ininterrotto e in sicurezza;
  •  un congruo numero di attracchi per imbarcazioni da diporto;
  • un’offerta ulteriormente arricchita di spiagge e spiaggette attrezzate (ad esempio, la due spiagge della Beata Giovannina dopo il semaforo e la spiaggia dei Tre Ponti);
  •  un complesso di strutture ricreative (piscine, parchi a lago, punti di ristoro);
  • la creazione di servizi ad hoc (ad esempio, bike sharing, chioschi, noleggio imbarcazioni…).

(*) Segreteria Circolo PD di Verbania

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