CALI IL SIPARIO SU QUESTA PAGLIACCIATA

Due mesi di manfrina hanno fatto precipitare nel ridicolo la crisi della Giunta Zacchera, tra ‘corvi’, governissimi, larghe intese e rimpasti. Adesso “punto e a capo”: parlino nelle urne i cittadini.

Le ultime ore di agonia della Giunta Zacchera (confermo/non confermo, ritiro/non ritiro, corvo/non corvo, governissimo/non governissimo..) disegnano una situazione francamente incomprensibile e caotica. Eppure, se la politica mantenesse una residua dignità, tutto sarebbe chiarissimo: Zacchera, scontento e disgustato della sua Giunta e della sua Maggioranza, a fine febbraio annuncia il dimezzamento degli assessori; viceversa, i partiti di Maggioranza (PdL, Fratelli d’Italia, Lega Nord) , scontenti e disgustati del sindaco che hanno contribuito a fare eleggere, lo sfiduciano pubblicamente con durissimi comunicati affidati alla stampa (se qualcuno se ne fosse dimenticato, può rinfrescarsi la memoria qui). In queste condizioni, le dimissioni sono un atto coerente e dignitoso, come hanno scritto un paio di settimane fa i Gruppi Consiliari di Centrosinistra. L’unico possibile, soprattutto dopo tutto quello che il sindaco, assessori e consiglieri di Maggioranza si sono rovesciati addosso a Palazzo Flaim lunedì scorso.

Ma Zacchera ha ormai perso ogni residua lucidità: mentre i suoi assessori (Parachini, Marcovicchio, Balzarini, Manzini, Carazzoni) lo affondano pubblicamente, annunciando sui giornali che saranno loro a lasciare la Giunta, caso mai gli venisse in mente di revocare le dimissioni, il sindaco detta le sue lunari “condizioni” (?) per restare a Palazzo di Città. E sono condizioni a mezzo tra il ridicolo e l’incomprensibile: 1) “il Centrosinistra faccia con me le ‘larghe intese‘” (una specie di “governissimo” in chiave locale); 2) “il ‘corvo’ che mi ha inviato la lettera anonima si deve autodenunciare”. Non ha capito, Zacchera, che il Centrosinistra siede a Palazzo Flaim per esercitare il ruolo – fondamentale in democrazia e ineliminabile in un sistema elettorale maggioritario come quello comunale – di forza di opposizione, perchè così ha voluto una robusta (46%) minoranza di Verbanesi nelle elezioni del 2009. Il 54% dei votanti ha invece consegnato a Zacchera e alla coalizione di Destra e Lega Nord una robusta maggioranza in Consiglio Comunale (25 membri su 41) per realizzare il programma elettorale a suo tempo presentato. Se questa Maggioranza si dissolve e non riesce a governare, l’unica strada è il ritorno alle urne: sono i cittadini – e solo i cittadini – a stabilire chi è Maggioranza e chi è Minoranza in un Comune.

Che dire poi del ‘corvo’ e della sua ‘lettera anonima’? In un contesto politicamente sano, la destinazione propria di una lettera anonima è il cestino dei rifiuti. E invece Zacchera su questo testo ha mandato in scena un incredibile psicodramma, dipingendosi come la vittima di una “congiura” ordita da persone a lui vicine in politica o in amministrazione. Nella totale (e voluta) oscurità dei fatti, i media hanno ipotizzato di tutto: amministratori, compagni di partito, perfino dipendenti del Comune. Può la nostra città sopportare di restare ancora a lungo appesa al vittimismo piagnone di un sindaco che per imperscrutabile autolesionismo ha deciso di affidare il suo destino politico all’identità (ma chissenefrega!!) di un ‘corvo’?

Cali il prima possibile il sipario su questa pagliacciata.

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