CONSER VCO. FARE LA COSA GIUSTA, BENE E RAPIDAMENTE di Simone TRAVAGLINI (*)

Mi sembra che il problema maggiore che oggi va assolutamente risolto sia la mancanza di una governance, sia per coub che per Conser, che sia condivisa dalla stragrande maggioranza dei soci. Su questo ritengo fondamentale lavorare affinchè si superi questa situazione, servono persone competenti, ma anche in grado di garantire la rappresentanza di tutti in una fase così delicata.

Ho letto con molto interesse quanto scritto da Nico Scalfi e Claudio Zanotti sulla questione ConserVCO. Condivido molto di quanto detto, in particolare sulle proposte di sviluppo della società.

Partirò però da ciò su cui non sono d’accordo. La scelta del 2013 dell’amministratore unico, che allora il comune di Baveno da me rappresentato condivise, fu a mio avviso una scelta necessaria in quella fase. Come ricordano Nico e Claudio l’eredità del centrodestra era una società con 950 mila euro di perdite che aveva bisogno anzitutto di mettere a posto i conti. Piaccia o non piaccia Bonfiglio in questi anni i conti sono stati sistemati ed è stato fatto un piano industriale, dopo anni che questo veniva chiesto dai soci senza successo. E’ bastato questo ad assicurare un futuro a ConserVCO? No di certo, ma intanto si è evitato di farla sprofondare nel baratro, come stava accedendo.

Ora è il momento di guardare al futuro, con un certo ritardo, mi permetto di dire. Sostengo ora come feci nelle assemblee di ConserVCO già qualche anno fa (un po’ in solitudine) un’idea: scegliere la configurazione della partecipazione societaria (pubblico 100%, misto o privato), deve essere conseguente e non antecedente alla scelta degli obiettivi che si vogliono raggiungere nella gestione dei rifiuti nella nostra provincia.

Allora fuori da impostazioni ideologiche (anche quella del privato è sempre meglio, è un’impostazione ideologica, quella prevalente oggi), ragioniamo su questo tema prima di tutto.

Gli obiettivi delineati da Nico e Claudio sono quelli giusti:

  • Aumento del livello di raccolta differenziata almeno all’80%, tendendo ad un obiettivo di rifiuto 0, minimizzando quindi il residuo non differenziabile.
  • Trattamento del rifiuto raccolto sul territorio (impiantistica leggera), con conseguente aumento della qualità del rifiuto e minimizzazione del residuo e aumento dei posti di lavoro
  • Impianti industriali complessi per la gestione del rifiuto raccolto (in particolare per la gestione dell’umido)
  • Un futuro per l’ex forno: un tema da non sottovalutare, che se mal gestito potrebbe portare costi insostenibili ai comuni (strettamente collegato con i due punti precedenti)

Definiti questi obiettivi possiamo ragionare su chi possa avere e portare le competenze per raggiungerli. Una nuova gestione pubblica con dinamiche di governance riviste? Abbiamo rinunciato definitivamente all’idea di un pubblico efficiente ed innovativo? Oppure è necessaria un grande realtà nazionale di cui noi dobbiamo essere parte per sfruttare le economie di scala? Oppure la soluzione sono realtà più piccole che nel territorio possono offrire competenze consolidate in materia (sappiamo tutti che ci sono).

Propongo che fuori da schemi preordinati si ragioni tutti insieme (velocemente) confrontando, dati degli obiettivi condivisi, quali sono i pro e i contro di una soluzione piuttosto che un’altra. Solo a questo punto potremo decidere qual è la soluzione migliore.

Bisogna però essere concreti, allora propongo un percorso. In questo percorso è necessario identificare tempi precisi e ruoli.

Per i tempi credo che in meno di un anno si possa definire finalmente la questione in modo definitivo.

Per i ruoli qui spesso si fa a mio avviso confusione, essendoci un ente che da anni dovrebbe sparire (il COUB) che ha la funzione di programmazione e controllo e una società operativa (ConserVCO). Essendo i soci di entrambe le realtà gli stessi la confusione è ancora maggiore. Ritengo che la normativa attuale attribuisca in modo incontrovertibile al Coub il compito di impostare questo percorso, e che ConserVCO possa contribuire per quanto gli compete rendendo disponibili informazioni e condividendo idee e il punto di vista di chi oggi gestisce il servizio.

Mi sembra che il problema maggiore che oggi va assolutamente risolto sia la mancanza di una governance, sia per coub che per Conser, che sia condivisa dalla stragrande maggioranza dei soci. Su questo ritengo fondamentale lavorare affinchè si superi questa situazione, servono persone competenti, ma anche in grado di garantire la rappresentanza di tutti in una fase così delicata. Senza giri di parole mi sembra di poter dire (e non voglio accusare o assolvere nessuno, ma solo prendere atto di una situazione) che attualmente le cose non stiano così (in quanto a rappresentatività, non a competenze, non voglio essere frainteso). Siamo tutti disponibili a fare un passo indietro e ragionare su come risolvere questo problema? Non è tempo di scontri frontali, ma di lavorare insieme.

Sarà poi necessario coinvolgere in questo percorso tutti gli stakeholder, in primis i comuni, ma anche i cittadini direttamente, i lavoratori con le loro rappresentanze, e tutti i soggetti che già oggi si occupano di rifiuti sul territorio. Saltare questo passaggio sarebbe un errore irrimediabile.

La sfida è alta, i tempi sono stretti, ma con la giusta determinazione e la volontà di collaborare penso saremo in grado di dare un nuovo futuro al nostro territorio trasformando quello che oggi appare come un problema, in un’opportunità di sviluppo.

(*) Assessore della Città di Baveno

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