CORBELLERIE FUORI TEMPO MASSIMO

Il destro-leghismo ha prima azzerato il progetto di “teatro per la città” pensato in Sassonia come “cerniera” tra Intra e Pallanza e potente fattore di rigenerazione urbana del cuore urbanistico di Verbania e poi lo ha traslato al posto dell’arena, chiamandolo “Centro Eventi Multifunzionale” ma senza prevedere nel progetto spazi e impianti che potessero consentirne la “multifunzionalità”. Un “Cem-non-Cem”. Quest’anno lo sbilancio della sua gestione sarà di circa 500.000 €, destinato nei prossimi anni a salire. Non ci si potrà far nulla, ma almeno sapremo chi ringraziare.

Penso che qualcuno abbia letto questo “pezzo” di Zacchera sul Cem, vero campionario di corbellerie da consegnare senza rimpianto all’archivio delle futilità. Una sola affermazione merita di essere salvata, perché ad essa bisognerà sempre riferirsi quando – anno dopo anno, a partire dal corrente 2016 – si tireranno i conti della gestione di questa struttura. Punto sul vivo dall’inconfutabile verità contenuta nel documento approvato dal Consiglio Comunale una decina di giorni fa e nel testo elaborato dal PD , Zacchera tenta pateticamente di fabbricarsi a posteriori un alibi per giustificare la totale mancanza all’interno del Cem degli spazi per realizzare il segmento congressuale ed espositivo che, insieme a quello della ristorazione e della spiaggia, avrebbe dovuto assicurare già al primo anno ricavi per 700.000 € e canoni d’affitto a favore del Comune per 150.000 €. E invece non produrrà nulla.

Spazi, ricavi e canoni che – non dimentichiamolo – stavano scritti nel Piano di Realizzazione e Gestione dell’opera, la cui approvazione da parte della Maggioranza destro-leghista (25 novembre 2011) fu immediatamente seguita (28 novembre) dall’approvazione da parte della Giunta del progetto definitivo del Cem.

Cosa scrive oggi Zacchera? Ecco qui di seguito la bella prosa: “Il PD … tenta di imputare le colpe attuali ad un piano gestionale di cinque anni fa, definendo le mie scelte “scellerate”. Dimentica che allora non c’era ancora il progetto esecutivo e che solo per scelta successiva di questa amministrazione si è detto “no” a sviluppare anche l’aspetto congressuale del CEM (errore strategico gravissimo!)”. Ma a chi la vogliamo dare a bere? Il progetto definitivo del CEM, approvato dalla Giunta destro-leghista settantadue ore dopo l’approvazione di un Piano di Gestione incardinato sul segmento congressuale ed espositivo, avrebbe dovuto obbligatoriamente contenere tutte le previsioni degli spazi, degli impianti e delle attrezzature necessari per ospitare congressi, fiere ed esposizioni che solo tre giorni prima la stessa Giunta aveva indicato come fondamentali per sostenere finanziariamente la gestione. Il progetto esecutivo si sarebbe poi limitato a dettagliare tecnicamente i contenuti del “definitivo” per consentire la corretta esecuzione dei lavori a cantiere aperto.

Non c’era ancora il progetto esecutivo”, strilla Zacchera a sua (inutile) giustificazione. Vogliamo parlare allora del progetto esecutivo? Esso fu messo a gara mediante “appalto integrato” nell’estate del 2012 e assegnato al vincitore (l’ATI di Notarimpresa) a novembre di quello stesso anno. Chi governava allora la città? La Giunta destro-leghista di Zacchera. E quando la Notarimpresa immediatamente dopo (6 dicembre 2012) impugnò il progetto definitivo che stava alla base della gara, denunciando carenze “strutturali” (la famosa “trave a sbalzo” e la soletta a rischio di tenuta) e ottenendo l’adeguamento del progetto con un altro milione di euro di lavori, chi governava la città? La Giunta destro-leghista di Zacchera. Su chi ricade quindi l’intera responsabilità del progetto esecutivo (oltreché di quello definitivo) e dei suoi più o meno adeguati contenuti? Be’, l’avete capito da soli.

Il destro-leghismo ha prima azzerato il progetto di “teatro per la città” pensato in Sassonia come “cerniera” tra Intra e Pallanza e potente fattore di rigenerazione urbana del cuore urbanistico di Verbania e poi lo ha traslato al posto dell’arena. Ne ha aumentato il costo del 40%, moltiplicando inutilmente spazi e volumi. Lo ha chiamato “Centro Eventi Multifunzionale”, ma senza prevedere nel progetto spazi e impianti che potessero consentirne la “multifunzionalità”. Insomma, un “Cem-non-Cem”. Quest’anno lo sbilancio della sua gestione sarà di circa 500.000 €, destinato nei prossimi anni a salire.

Non ci si potrà far nulla, ma almeno sapremo chi ringraziare.

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