LA RIGENERAZIONE URBANA DI MADONNA DI CAMPAGNA di Davide LO DUCA

Sebbene la creazione della piastra di cemento di circa 1200 metri quadrati in un’area a verde non sia stata la migliore delle partenze, va detto che il quadro che l’azione amministrativa prova ad offrire è apprezzabile ed è opportuno promuovere un contributo a riguardo.

Il percorso intrapreso da un paio di anni dall’Amministrazione comunale su Madonna di Campagna punta a riqualificare in maniera significativa una quota dell’area che ricopre il triangolo questura-cimitero-liceo.

Sebbene la creazione della piastra di cemento di circa 1200 metri quadrati in un’area a verde non sia stata la migliore delle partenze, va detto che il quadro che l’azione amministrativa prova ad offrire è apprezzabile ed è opportuno promuovere un contributo a riguardo.

La proposta dell’architetto Montagna giunta alla commissione ed al consiglio comunale tiene conto di quanto espresso in consiglio comunale dal PD per il mantenimento delle residue aree a verde ancora esistenti e prevede:

  • il mascheramento e l’inserimento in un contesto “verde” della piastra mediante la piantumazione di essenze arboree e la riquotatura delle aree immediatamente circostanti all’opera;
  • il riordino dell’area fronte cimiteriale garantendo un ingresso dignitoso al cimitero di Suna;
  • lo spostamento del tratto terminale di via acquetta a garanzia di una maggiore sicurezza per pedoni che oggi determina un punto d’incrocio pericoloso in corrispondenza dello stop per il passaggio dei pedoni. Lo spostamento consente anche un migliore raccordo con l’uscita dall’area di sosta dei pullman.

La proposta riprende poi alcuni degli elementi previsti nell’originario progetto di riqualificazione urbana di via Madonna di Campagna quali:

  • La modifica dell’attuale asse viario con il suo relativo adeguamento.
  • La formazione della pista ciclabile.
  • Lo spostamento dei punti luce.
  • Lo spostamento della piantumazione esistente.

Qui si vuole esprimere l’opportunità che il piano complessivamente valuti anche:

  • L’adeguamento dell’intersezione stradale di via Procaccini con relativa segnaletica dove l’allargamento della sede viaria deve tenere in conto la necessità di eliminare il punto cieco che si ha in uscita dalla via. La creazione di un rallentatore o attenuatore (come un marciapiede) a protezione della casa d’angolo e a garanzia di aumento di visibilità delle auto in uscita da Via Procaccini potrebbe essere una buona soluzione.
  • La verifica della possibilità di interramento delle linee elettriche e d’illuminazione pubblica.
  • La realizzazione della rampa pedonale di collegamento tra Corso Nazioni Unite e via Sant’Uberto per assicurare il passaggio anche di disabili e passeggini.

A titolo collaborativo si ritiene necessario suggerire, inoltre, di tenere in considerazione, nelle future fasi di progettazione, i seguenti aspetti:

  • Il completamento del percorso protetto dal parcheggio del cimitero, attualmente destinato in parte alla sosta e manovra dei mezzi pubblici, al liceo attrezzando con un passaggio la porzione di parco compresa tra il campo da calcio e il parcheggio del liceo esistente e riducendo la parte terminale del parcheggio in corrispondenza dell’accesso carrabile al liceo (che tra l’altro vista la presenza del cancello di accesso alla palestra risulta abbastanza superfluo).
  • Il tema della viabilità in relazione, in particolare, ai tre momenti di carico/scarico di allievi da mezzi pubblici e auto private nonché la sicurezza del tragitto che poi questi percorrono: si dovrebbe agire in Via Madonna di Campagna e Via Bramante garantendo la migliore viabilità a disposizione prevalente di residenti ed eventualmente garantendo luoghi di carico e scarico allievi nelle ore di punta della scuola.
  • La possibilità di ridurre parzialmente la sezione trasversale del sedime stradale in progetto: due corsie di marcia da 4 metri portano, inevitabilmente, ad un aumento della velocità di percorrenza rendendo più pericoloso l’innesto dalle strade secondarie e l’imbuto che si viene inevitabilmente a creare appena dopo l’area originariamente occupata da casa Squassoni dove, tra l’altro, vi è l’innesto della parte alta di via Sant’Uberto.
  • L’area di manovra dei pullman, posta in corrispondenza del parcheggio del cimitero, soprattutto nella nuova configurazione, desta dei dubbi sulle possibili interferenze che si possono creare tra: l’ingresso e uscita delle auto dal parcheggio, il passaggio degli studenti, il collegamento verso il parcheggio della LIDL, il tratto terminale della nuova pista ciclabile. Per evitare queste interferenze andrebbe valutata la possibilità di rilocalizzare lo spazio di manovra e sosta degli autobus. Tra le alternative possibili vi sarebbero:
    • La creazione di uno spazio di sosta in linea a lato della carreggiata su Corso Europa in direzione Cannobio.
    • La sosta in linea lungo la recinzione della questura
    • La sosta in linea lungo il collegamento tra la LIDL e il parcheggio del cimitero.

Infine in questo quadro non si può che valutare molto positiva l’azione dell’amministrazione comunale su Acque Novara VCO che, cogliendo il contributo al dibattito da parte del PD anche in sede di consiglio comunale, va ad intervenire per risolvere i problemi di allagamento che affliggono da anni la zona della parte bassa di via Sant’Uberto, dovuti, principalmente, al fatto che il rio acquetta confluisce, nel tratto terminale, all’interno della rete fognaria.

Il progetto preliminare, che sarà presentato nei primi mesi dell’anno prossimo, dovrà tener necessariamente conto anche dei disagi che questa situazione crea lungo il collettore fognario di via Toti che va a colpire anche il tratto che lo conduce alla spiaggia del lido di Suna, intasando e danneggiando l’area prospicente la scuola Tozzi.

A completamento di questo importante intervento di Acque Novara Vco, bene farebbe l’Amministrazione a richiedere un finanziamento ad hoc alla Regione per intervenire con la manutenzione lungo l’asta torrentizia nel tratto di monte allo scopo di ridurre il trasporto solido e contribuire così alla riduzione dei futuri costi di manutenzione delle opere.

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