NOTIZIA-BOMBA: LA REGIONE CONSENTE UN PISU SENZA CEM

Il Commissario chiede alla Regione di non fare il CEM e di usare i 10 milioni del Pisu per altre opere. Da Torino rispondono che si può fare, ma i tempi stringono sempre di più. E allora tutti intorno al tavolo per dare gambe a questa ipotesi: il commissario, i tre consiglieri regionali di Verbania, le forze politiche cittadine.

La notizia è da “nove colonne”: la Regione Piemonte non si oppone a una rimodulazione del PISU (Progetto Integrato di Sviluppo Urbano) di Verbania con l’eliminazione del CEM e la sua sostituzione con altre opere compatibili con i contenuti del Bando. Una comunicazione ufficiale in questo senso è da qualche giorno all’attenzione degli uffici del Comune e del Commissario straordinario.

Antefatto: a metà maggio il Commissario incontra i partiti politici e il Pd esprime in un suo documento tutte le perplessità sul Cem e propone soluzione alternative. Tra fine maggio e i primi di giugno il Commissario prende contatto con la Direzione Regionale Attività Produttive, da cui dipendono i PISU del Piemonte, e verifica la possibilità e la praticabilità di una rimodulazione del PISU di Verbania, sostituendo il CEM con altre opere o altri interventi compatibili con il bando. Benevento non dista molto da Ravello e il Commissario capisce subito quello che Zacchera e soci non hanno voluto vedere per anni: il CEM non ha  sostenibilità finanziaria. Né la realizzazione dell’opera né, soprattutto, la sua gestione.

All’incontro in Regione segue un’istanza formale in questo senso, sottoscritta dal Commissario. Passa qualche settimana e la Regione risponde: nulla vieta una rimodulazione del PISU e un utilizzo diverso dei 10 milioni destinati al CEM, ma i tempi fissati dalla Regione per l’esecuzione delle opere si restringono sempre più e il Comune deve sbrigarsi molto, se  vuole percorrere una strada diversa.

Si tratta di una notizia-bomba: sono bastate poche settimane per convincere il commissario straordinario dei gravissimi rischi insiti nella “bufala CEM” e indurlo a fare quello che Zacchera e soci per anni si sono rifiutati di fare, cioè chiedere alla Regione di rivedere il Pisu e costruire un progetto di riqualificazione urbana condiviso dalla città e liberato dall’incubo del mastodonte cementizio dell’arena. I cui lavori – non dimentichiamolo mai! – non sono ancora partiti, anche perchè la rimozione e la bonifica dei terreni inquinati potrebbero costare un milione di euro, esattamente il costo che su queste colonne avevamo ipotizzato nell’aprile del 2012. E questi soldi nel piano finanziario non ci sono.

Che fare ora? E’ a nostro avviso indispensabile valorizzare la disponibilità alla rimodulazione del Pisu espressa da Torino e sedersi tutti intorno al tavolo per dare gambe a questa ipotesi: il commissario, i tre consiglieri regionali di Verbania, le forze politiche cittadine.

E’ forse l’ultima occasione per salvare, tutti insieme, la nostra città.

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