PIENE E MAGRE DEL LAGO MAGGIORE: TERZA PARTE di Italo ISOLI

LE RICHIESTE DI ULTERIORE INNALZAMENTO DI LIVELLO

I notevoli vantaggi dell’uso del lago Maggiore come riserva idrica controllabile per le utenze di valle avevano, già dall’inizio della regolazione, evidenziato la possibilità di aumentare tali vantaggi mediante un innalzamento dei livelli. A partire dal 1948 il Ministero dei Lavori Pubblici, d’accordo con la Confederazione Elvetica, consentiva un primo sopralzo invernale, dal 1 Novembre al 28 Febbraio di ogni anno, sino alla quota di + 1.50 m sullo zero idrometrico.

Nel 1961 il Consorzio del Ticino inoltrava una richiesta per effettuare, in via sperimentale, anche un maggior invaso estivo, sino alla quota di 1.50 sullo zero, ossia eguale al livello invernale. La sperimentazione doveva avvenire per incrementi successivi al fine di verificare la fondatezza delle opposizioni già allora avanzate da parte degli utenti di monte, nei riguardi della riduzione delle spiagge, degli effetti di rigurgito sugli scarichi a lago, del timore di straripamenti, di effetti negativi sulla fauna ittica e sulla navigabilità.

Richieste analoghe furono avanzate anche negli anni 1977-78-79 ma nessuna sperimentazione venne attuata in modo completo. Dopo molti anni, nel 1986, il Ministero dei Lavori Pubblici, di concerto con la delegazione svizzera, autorizzava un sopralzo estivo sino a +1.10, dal 1 Marzo al 15 Settembre. In data 23 Aprile 2012 il Consorzio del Ticino tornava alla carica e richiedeva al Ministero dell’Ambiente e alle Regioni Piemonte e Lombardia, di essere autorizzato ad innalzare, sempre in via sperimentale, il livello estivo fino a + 1.50 m sullo zero idrometrico, in ciò fortemente sostenuto dal Parco Lombardo del Ticino, per il timore di magre eccessive, addirittura con un ricorso al Tribunale delle Acque.

Nel dibattito entrano pesantemente in gioco i media, in particolare il Corriere della sera con gli articoli del giornalista Gian Antonio Stella (Leggi “Disfida tra Parco e Ministero sul livello del Ticino” del 14 Aprile 2015 e “Promesse mancate e studi ignorati, così il Ticino resta con poca acqua” del 1 Maggio 2015), che ironizza sui conflitti che evidenzierebbero a suo dire un confronto fra legittime esigenze del Parco del Ticino e degli agricoltori da un lato, con risibili lamentele degli albergatori della sponda Piemontese sulla riduzione delle spiagge, dall’altro. Ipotizzando fra l’altro l’ipotesi drammatica di una mancanza d’acqua per l’EXPO a causa della siccità e dimenticando completamente, nei riguardi dell’eventuale crisi idrica, la dimensione dell’utilizzo industriale dell’acqua del Ticino, con la presenza di ben sei centrali idroelettriche, che rilasciano al fiume il solo Deflusso Minimo Vitale.

GLI APPROCCI AL PROBLEMA DEI CONFLITTI

A questo punto il Ministero dell’Ambiente richiedeva all’Autorità di Bacino del Po, diventata nel frattempo competente in materia di coordinamento e soprintendenza delle attività del Consorzio del Ticino, di attivare una Conferenza dei Servizi per valutare l’istanza del Consorzio.

Tra il 2012 e il 2015, l’Autorità di Bacino convocava ben 14 Conferenze dei Servizi. Nel 2014 il Consorzio del Ticino produceva un’analisi delle piene storiche e un modello di calcolo per la simulazione dei livelli idrometrici del lago Maggiore, da utilizzarsi all’interno di una fascia di regolazione che contempli livelli estivi più alti.

Con la conferenza del 15 Aprile 2015 l’Autorità di Bacino riteneva percorribile la sperimentazione di innalzamento del livello lacustre estivo nel periodo fra il 15 Marzo e il 15 Settembre ma, al momento, solo fino alla quota + 1.25. Con la seduta del 24 Aprile 2015 la Conferenza veniva integrata con i rappresentanti dei Parchi e si introduceva un nuovo elemento di valutazione in ordine ai potenziali effetti della regolazione sui Siti di Importanza Comunitaria (SIC) da affrontarsi mediante una Valutazione di Incidenza;
In un’ulteriore recente Conferenza del 29 Aprile 2015 sono stati acquisiti i pareri delle Amministrazioni competenti, fra cui anche quelle istituite per la gestione delle aree demaniali; sono emerse posizioni molto diversificate:
– i rappresentanti del Parco Lombardo del Ticino hanno chiesto di procedere senza indugio all’innalzamento estivo sino a +1.50;

– i rappresentanti dell’Ente Gestione delle Aree protette del Ticino e del Lago Maggiore hanno concordato sulla necessità di procedere all sperimentazione senza indicare quote da raggiungere;

– i rappresentanti dei Comuni e degli Enti di Gestione del Demanio del lago Maggiore, hanno manifestato la propria contrarietà all’avvio della sperimentazione.

Nell’impossibilità di conciliare le posizioni opposte, l’Autorità di Bacino, in data 12 Maggio 2015 ha approvato l’avvio della sperimentazione mediante l’istituzione di un Tavolo Tecnico, a cui possano partecipare tutti gli Enti interessati. Sino al 2018 sarà verificata la possibilità di innalzamento fino a + 1.25 m dallo zero idrometrico, mentre al termine di tale periodo sarà valutata la possibilità di ulteriore innalzamento sino a + 1.30 m.

La Confederazione Elvetica non è stata inserita ufficialmente nel Tavolo Tecnico ma è prevista una regolare informazione, bidirezionale. A questo proposito in data 17 Luglio 2015 il Dipartimento del Territorio del Canton Ticino, con comunicato stampa dava notizia di una lettera all’Autorità di Bacino con cui stigmatizzava l’avvio di una procedura di sperimentazione senza il coinvolgimento e la consultazione delle autorità federali e cantonali.

Per la gestione della sperimentazione sono stati recentemente attivati tre gruppi di lavoro, formati tra i rappresentanti delle diverse istanze, sui seguenti aspetti:

– Aree demaniali.

– Ambiente.

– Modello idrologico.

ALTRI STUDI SUL PROBLEMA DELLA REGOLAZIONE.

E’ opportuno far presente che il problema della gestione della risorsa idrica del lago Maggiore e del fiume Ticino è già stato affrontato anche in ambiti diversi da quelli proposti dal Consorzio del Ticino e ora oggetto della nuova sperimentazione.

– Nel 2001, nell’ambito del programma Interreg II – Progetto Verbano, in uno studio tra Consorzio del Ticino, Scuola Universitaria Professionale della Svizzzera Italiana , Politecnico di Milano e ENEL sono state analizzate varie alternative per una miglior regolazione del lago, fra cui l’ipotesi di eseguire un importante sbancamento dell’incile per facilitare i deflussi in caso di piena;

– Nel 2006 l’AIPO Agenzia interregionale per il fiume PO. ha commissionato all’Università di Parma e Padova uno studio sulle possibilità di modifica dell’incile e di rifacimento dell’opera di regolazione, da cui risulta che tali opere porterebbero benefici consistenti;

– Nel 2007-2013 e sempre nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia-Svizzera è stato redatto il Progetto Strada (Strategie di adattamento al Cambiamento Climatico per la gestione dei Rischi Naturali nel territorio transfrontaliero), con particolare riferimento all’Azione 2: Ottimizzare l’uso della risorsa idrica: i laghi Ceresio e Verbano. Il progetto, redatto congiuntamente da ricercatori del Politecnico di Milano, del Dipartimento del Territorio del Canton Ticino, di Arpa Piemonte e della Regione Piemonte, ha preso in considerazione diverse azioni di intervento (modifica delle attuali fasce di regolazione dei regolamenti attualmente in vigore e ipotesi di modifica dell’incile del Lago Maggiore e della diga di regolazione della Miorina), il tutto in un ottica complessiva di bacino, comprensivo sia dei due laghi, che del corso del Ticino sino a Pavia.

– I risultati del progetto sono stati rappresentati in tre categorie e presentati ai vari portatori di interesse:

• Politiche di regolazione con l’attuale sbarramento della Miorina;
• Estensione della fascia di regolazione;
• Realizzazione di un nuovo sbarramento.

– Il progetto ha messo per ora in evidenza che i cambiamenti climatici porteranno ad un aggravamento dei conflitti per l’uso dell’acqua e tuttavia che esistono margini di miglioramento che possono essere raggiunti rendendo più efficienti le regolazioni mediante informazioni più rapide e un modello idrologico più completo.

CONCLUSIONI PROVVISORIE

Pare evidente che l’argomento Piene e magre del lago Maggiore non sia concluso e siano da prevedersi altre puntate.

Sono graditi commenti e/o suggerimenti.

Verbania, Settembre 2015

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