SANITA’ E OSPEDALI. UNA QUESTIONE MOLTO SEMPLICE

Il dibattito sul Piano Cota di tagli alla sanità piemontese è nel Vco di grande semplicità: proseguire nel progetto di “ospedale unico plurisede inteso come ospedale-cardine provinciale, con due Dea e il servizio di Emodinamica. E’ il progetto del Centrosinistra e della Giunta Bresso e ora deve essere sostenuto da tutti. Lega Nord in testa.

Giorno dopo giorno emerge la verità e trovano conferma le più pessimistiche previsioni fatte nelle settimane scorse dal Centrosinistra: è ora finalmente consultabile il Piano di Rientro approvato dalla Giunta Regionale che – nero su bianco – stabilisce il declassamento da Dea di I livello a Pronto Soccorso dell’ospedale San Biagio di Domodossola. Vengono così spazzate via le imbarazzate e reticenti giustificazioni del duo leghista Marinello-De Magistris (“calmi, tutto come prima, cambia solo il nome!”) e può finalmente “sobbalzare” sulla sedia incontenibile sdegno il pdiellino Cattaneo.

Adesso almeno sappiamo da dove iniziare a lavorare per limitare i danni che PdL e Lega Nord stanno infliggendo al territorio. Perché la questione-sanità nel Vco è un problema tutto sommato molto, molto semplice. L’obiettivo a cui tendere è lo scenario delineato e gradualmente costruito dalla Giunta Bresso e dal Centrosinistra nel quinquennio 2005-2010: un ospedale provinciale “cardine” plurisede, identificato nei presidi di Verbania e di Domodossola; la presenza in entrambi i presidi di un Dea di I livello; la realizzazione del servizio di Emodinamica; l’integrazione progressiva dei due nosocomi con la realizzazione dei lavori di adeguamento strutturale al “Castelli” (progetto preliminare del 2008); modello organizzativo basato sui criteri terapeutici di alta, media e bassa intensità di cura.

Per realizzare questo modello sono necessarie alcune cose. La prima è l’inequivoca e convincente dichiarazione da parte di leghisti e pdiellini che questo è il modello al quale lavorare; non sarà facile, perché per cinque anni in tutte le sedi (ed in particolare nella Rappresentanza e nell’Assemblea dei Sindaci dell’Asl: chi scrive c’era nell’una e nell’altra) la Destar e la Lega hanno avversato l’idea stessa di “ospedale unico plurisede”. La seconda condizione sono i soldi. E’ inutile strologare di “autonomia” e di “specificità montana” se la Regione non riconosce proprio nella sanità e nella organizzazione ospedaliera uno degli elementi strategici della nostra tanto sbandierata “autonomia” e “specificità”. La Giunta Bresso ci ha creduto, ha messo i soldi e ha avviato il processo di graduale realizzazione del modello. La Giunta Cota non ci crede e, dunque, nel Piano di Rientro ha ipotizzato altre, negative soluzioni.

Adesso basta parole. Cattaneo, Marinello, De Magistris, Zacchera e compagnia cantante seguano Reschigna a Torino e chiedano tutti insieme di completare quello che il Centrosinistra ha avviato nel quinquennio precedente. Il resto è fuffa.

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